sabato 5 marzo 2016

INSIEME n° 210 - 6 marzo 2016 - anno 5° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,


sabato scorso sono andato a Venegono dove vive il mio padre spirituale per confessarmi: pensate che sono trent’anni che ascolta le mie confessioni! Sono rare le volte che mi sono confessato da persone diverse da lui … Subito mi vengono in mente le occasioni di confessione con il Cardinal Martini oppure, quando ero molto giovane, da qualche confessore straordinario nelle opportunità comunitarie: allora ero dell’idea che se non mi conoscevano fosse meglio! Per me, personalmente, preferisco non “vendere l’anima” troppo facilmente! E quindi c’è chi mi deve “sopportare” nelle mie confessioni: per me “il Gesù di turno” ha sempre lo stesso volto della Misericordia da tanto tempo! Questo mi ha donato un forte senso del cammino e del fascino dell’esistenza che è di per se stessa trasformazione, cambiamento. Già “per natura” noi siamo in evoluzione: prima non ci siamo, poi ci siamo, poi ci facciamo polvere che in un soffio scompare. Anche per “Grazia” c’è evoluzione: nasciamo creature (per chi crede creature di Dio) e qualcuno (i nostri genitori) subito (perché è una realtà molto importante) ci dice che Dio (il Dio di Gesù Cristo, il Padre) ci vuole suoi figli e con il Battesimo lo diventiamo realmente! Il problema è che poi se il Battesimo “rimane là”, senza che ci sia un’educazione adeguata, (ovvero capace di scegliere di vivere da figlio di Dio come Gesù Cristo), si rischia che l’evoluzione diventi una “sfigurazione” (sono cristiano senza averlo scelto)!!! L’evoluzione causata dalla Grazia, invece, dovrebbe “trasfigurare”! Di questo stiamo parlando nelle omelie della Quaresima … In ogni caso, soprattutto la confessione ci aiuta a non “sfigurarci” nell’evoluzione della Grazia in noi: infatti essa “ripristina” il Battesimo, cioè la nostra figliolanza, la nostra sequela al Figlio (il Vivente) che è sempre, da dopo il Battesimo alla chiamata alla casa del Padre, CONVERSIONE. Ho sempre avuto paura che questa parola, “biblicamente magica” e affascinante, nascondesse, come purtroppo quasi tutte le realtà che riguardano la nostra fede, genericità, vaghezza, il famoso “tutto e niente”. Per questo io personalmente adotto uno schema di penitenza che sia CONCRETO (quella penitenza che praticamente dimentichiamo sempre e che, dimenticata, ANNULLA la confessione …) soprattutto in Quaresima: cioè io voglio convertirmi IN QUALCOSA che tocchi la mia vita, altrimenti vivo, non “dietro” a Gesù Cristo, ma dietro a me stesso! Lo schema è semplice e garantisce “trasfigurazione”: vivere senza (ognuno dovrebbe individuare qualcosa, ad esempio “chiacchiere”) e fare meglio (ognuno dovrebbe capire cosa, ad esempio “l’ascolto della Parola”).
Era per dire come faccio io, magari serve a qualcuno …
                        Il vostro parroco