Cari
amici e care amiche,
sabato
scorso sono andato a Venegono dove vive il mio padre spirituale per
confessarmi: pensate che sono trent’anni che ascolta le mie confessioni! Sono
rare le volte che mi sono confessato da persone diverse da lui … Subito mi vengono
in mente le occasioni di confessione con il Cardinal Martini oppure, quando ero
molto giovane, da qualche confessore straordinario nelle opportunità
comunitarie: allora ero dell’idea che se non mi conoscevano fosse meglio! Per
me, personalmente, preferisco non “vendere l’anima” troppo facilmente! E quindi
c’è chi mi deve “sopportare” nelle mie confessioni: per me “il Gesù di turno”
ha sempre lo stesso volto della Misericordia da tanto tempo! Questo mi ha
donato un forte senso del cammino e del fascino dell’esistenza che è di per se
stessa trasformazione, cambiamento. Già “per natura” noi siamo in evoluzione:
prima non ci siamo, poi ci siamo, poi ci facciamo polvere che in un soffio
scompare. Anche per “Grazia” c’è evoluzione: nasciamo creature (per chi crede
creature di Dio) e qualcuno (i nostri genitori) subito (perché è una realtà
molto importante) ci dice che Dio (il Dio di Gesù Cristo, il Padre) ci vuole
suoi figli e con il Battesimo lo diventiamo realmente! Il problema è che poi se
il Battesimo “rimane là”, senza che ci sia un’educazione adeguata, (ovvero
capace di scegliere di vivere da figlio di Dio come Gesù Cristo), si rischia
che l’evoluzione diventi una “sfigurazione” (sono cristiano senza averlo
scelto)!!! L’evoluzione causata dalla Grazia, invece, dovrebbe “trasfigurare”!
Di questo stiamo parlando nelle omelie della Quaresima … In ogni caso, soprattutto
la confessione ci aiuta a non “sfigurarci” nell’evoluzione della Grazia in noi:
infatti essa “ripristina” il Battesimo, cioè la nostra figliolanza, la nostra
sequela al Figlio (il Vivente) che è sempre, da dopo il Battesimo alla chiamata
alla casa del Padre, CONVERSIONE. Ho sempre avuto paura che questa parola,
“biblicamente magica” e affascinante, nascondesse, come purtroppo quasi tutte
le realtà che riguardano la nostra fede, genericità, vaghezza, il famoso “tutto
e niente”. Per questo io personalmente adotto uno schema di penitenza che sia
CONCRETO (quella penitenza che praticamente dimentichiamo sempre e che,
dimenticata, ANNULLA la confessione …) soprattutto in Quaresima: cioè io voglio
convertirmi IN QUALCOSA che tocchi la mia vita, altrimenti vivo, non “dietro” a
Gesù Cristo, ma dietro a me stesso! Lo schema è semplice e garantisce
“trasfigurazione”: vivere senza
(ognuno dovrebbe individuare qualcosa, ad esempio “chiacchiere”) e fare meglio (ognuno dovrebbe capire
cosa, ad esempio “l’ascolto della Parola”).
Era
per dire come faccio io, magari serve a qualcuno …