LE RADICI DELL’UNITA’
Passo quindi a esprimere teologicamente le radici nell'unità, le
sette realtà che fanno la Chiesa una: un solo corpo
(il corpo di Cristo che riceviamo nell'Eucaristia e che ci
fa una cosa sola, ci rende il corpo della Chiesa che e una sola cosa
con Gesù); un solo Spirito
(lo Spirito santo che è l'anima della Chiesa, l'ha
generata e continuamente la ricrea); una sola speranza
(tutti abbiamo come meta la vita eterna); un solo Signore,
Cristo Gesù; una sola fede
(la professione che Cristo crocifisso e risorto); un solo
Battesimo nel
quale tutti sono battezzati; un solo Dio,
Padre di tutti.
Queste sette realtà sono le radici, i fondamenti dell'unità della
Chiesa.
Paolo conclude la pericope con le parole "Dio Padre di tutti",
quasi a dire: non custodire l'unità della Chiesa equivale a
vanificare la fede nel Dio uni- co.
Se volessimo cogliere il fondamento teologico ultimo di tale unità,
dovrem- mo contemplare il mistero nella Trinità. Infatti, parlare
della Chiesa significa parlare della Trinità di Dio, come afferma il
Vaticano II citando i Padri della Chiesa: "La Chiesa universale
si presenta come 'un popolo adunato nell'u- nità del Padre, del
Figlio e dello Spirito santo' (Lumen gentium, 4).
E’ dunque l'unità della Trinità che fa la Chiesa una. Questa
affermazione ha un'importanza pratica rilevante.
La nostra unità non viene dal consenso umano, dal nostro sforzo di
andare d'accordo, dalle nostre tecniche psicologiche o manageriali
per vivere bene i nostri rapporti. La nostra unità è antecedente al
consenso umano, perché viene dall'alto: da Dio, dallo Spirito, dalla
fede, dal Battesimo.
Noi siamo unità grazie a Dio e lo siamo malgrado tanti problemi e
tante di- visioni; le divisioni e le tensioni dipendono dalle nostre
colpe, e tuttavia dobbiamo continuamente ritornare a Dio Padre per
rigustare la gioia dell'u- nità.
D'altra parte, tale unità che viene dal Padre, dal Figlio e dallo
Spirito santo, non si fonda sull'uniformità, ma è un'unità che
vivifica e accoglie le molte- plicità linguistiche, disciplinari,
liturgiche, dando loro l'unico riferimento: Cri-
sto Gesù, la fede, il Battesimo, l'Eucaristia, la successione
apostolica. E’ dunque un'unità che si esprime nella molteplicità,
proprio in analogia con la Trinità.
La caratteristica dell'unità, che dobbiamo custodire gelosamente
perché è delicata e fragile, corrisponde a quella caratteristica
della cattolicità che abbiamo già approfondito. Essendo per tutti i
popoli (cattolica), la Chiesa è una sola per tutti: non c'è una
Chiesa per gli europei, una per i cinesi, una per gli australiani, ma
è la stessa ovunque. Non ci sono Chiese na- zionali, autocefale,
indipendenti: tutte sono diverse, ma tutte sono in co- munione
profonda di fede e di amore tra loro e nella visibile unità del Pa-
pa. C'è dunque un mistero nella Chiesa una, c'è una ricchezza, una
vita multiforme che non esclude le diversità, bensì le riconcilia
affinché si ac- cettino, si conoscano, si arricchiscano
mutuamente.
don Andrea