sabato 13 gennaio 2018

INSIEME n° 287 - 14 gennaio 2018 - anno 6° dall'entrata nella nuova Chiesa

LE RADICI DELL’UNITA’

Passo quindi a esprimere teologicamente le radici nell'unità, le sette realtà che fanno la Chiesa una: un solo corpo (il corpo di Cristo che riceviamo nell'Eucaristia e che ci fa una cosa sola, ci rende il corpo della Chiesa che e una sola cosa con Gesù); un solo Spirito (lo Spirito santo che è l'anima della Chiesa, l'ha generata e continuamente la ricrea); una sola speranza (tutti abbiamo come meta la vita eterna); un solo Signore, Cristo Gesù; una sola fede (la professione che Cristo crocifisso e risorto); un solo Battesimo nel quale tutti sono battezzati; un solo Dio, Padre di tutti.
Queste sette realtà sono le radici, i fondamenti dell'unità della Chiesa.
Paolo conclude la pericope con le parole "Dio Padre di tutti", quasi a dire: non custodire l'unità della Chiesa equivale a vanificare la fede nel Dio uni- co.
Se volessimo cogliere il fondamento teologico ultimo di tale unità, dovrem- mo contemplare il mistero nella Trinità. Infatti, parlare della Chiesa significa parlare della Trinità di Dio, come afferma il Vaticano II citando i Padri della Chiesa: "La Chiesa universale si presenta come 'un popolo adunato nell'u- nità del Padre, del Figlio e dello Spirito santo' (Lumen gentium, 4).
E’ dunque l'unità della Trinità che fa la Chiesa una. Questa affermazione ha un'importanza pratica rilevante.
La nostra unità non viene dal consenso umano, dal nostro sforzo di andare d'accordo, dalle nostre tecniche psicologiche o manageriali per vivere bene i nostri rapporti. La nostra unità è antecedente al consenso umano, perché viene dall'alto: da Dio, dallo Spirito, dalla fede, dal Battesimo.
Noi siamo unità grazie a Dio e lo siamo malgrado tanti problemi e tante di- visioni; le divisioni e le tensioni dipendono dalle nostre colpe, e tuttavia dobbiamo continuamente ritornare a Dio Padre per rigustare la gioia dell'u- nità.
D'altra parte, tale unità che viene dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito santo, non si fonda sull'uniformità, ma è un'unità che vivifica e accoglie le molte- plicità linguistiche, disciplinari, liturgiche, dando loro l'unico riferimento: Cri-

sto Gesù, la fede, il Battesimo, l'Eucaristia, la successione apostolica. E’ dunque un'unità che si esprime nella molteplicità, proprio in analogia con la Trinità.
La caratteristica dell'unità, che dobbiamo custodire gelosamente perché è delicata e fragile, corrisponde a quella caratteristica della cattolicità che abbiamo già approfondito. Essendo per tutti i popoli (cattolica), la Chiesa è una sola per tutti: non c'è una Chiesa per gli europei, una per i cinesi, una per gli australiani, ma è la stessa ovunque. Non ci sono Chiese na- zionali, autocefale, indipendenti: tutte sono diverse, ma tutte sono in co- munione profonda di fede e di amore tra loro e nella visibile unità del Pa- pa. C'è dunque un mistero nella Chiesa una, c'è una ricchezza, una vita multiforme che non esclude le diversità, bensì le riconcilia affinché si ac- cettino, si conoscano, si arricchiscano mutuamente.

don Andrea