VEDRAI
CHE BELLO
L’oratorio
dice quest’anno a ciascun ragazzo VEDRAI CHE BELLO. Lo dice nella
consapevolezza che davvero può offrire la bellezza dello stare con
Gesù, là dove Lui ha deciso di abitare.
Che
caratteristiche deve avere un oratorio che sa dire VEDRAI CHE BELLO?
– È
un oratorio che sa proporre, che non si stanca di fare proposte, di
avviare processi e di promuovere iniziative, chiedendo a chiunque ne
è capace di partecipare, collaborare, dare il proprio contributo
perché l’oratorio sia ancora più bello, sempre e tutto l’anno.
– È
un oratorio che cura la bellezza delle sue iniziative, gli spazi
e gli ambienti; che sa usare le sue risorse con fantasia per
valorizzare il protagonismo dei ragazzi e degli adolescenti e per
sviluppare nuove proposte, curandone i particolari perché siano
tutte entusiasmanti!
– È
un oratorio accogliente, in cui sentirsi «a casa»! Per questo
sa organizzarsi perché ci sia sempre qualcuno che invita, saluta,
incoraggia e soprattutto sa «perdere del tempo» con i ragazzi che
lo abitano. Un oratorio che sa prendere a servizio chi promuove il
gioco insieme, sa vivere i momenti di informalità con naturalezza e
con allegria, instillando la gioia intorno. In casa si dicono parole
per crescere e migliorarsi, si chiede aiuto quando occorre, si
collabora, si educa a tutto ciò che è buono. A casa si ha voglia di
tornare, se c’è un clima bello e se ci si sente parte attiva di
una famiglia.
–
È un oratorio che sa
individuare i luoghi dove Gesù abiterebbe oggi e si sforza di
abitarli. Sono i luoghi dove forse nessuno vorrebbe abitare,
dove ci sono situazioni di disagio e di solitudine. L’oratorio sa
cercare questi luoghi, soprattutto se “vi abitano” ragazzi,
preadolescenti e adolescenti, ponendosi accanto alle situazioni e
alle persone e avviando processi di affiancamento e di presenza.
–
È un oratorio che si
impegna nella testimonianza e nell’evangelizzazione.
Come? Accogliendo la gioia del Vangelo come uno stile per rinnovare
la propria missionarietà, che significa rivolgersi con cordialità
alle famiglie del proprio territorio, affiancandole nell’educazione
alla fede dei loro figli, educando all’incontro personale con Gesù
e all’osservanza del comandamento dell’amore.
Don
Andrea