Cari amici e care
amiche,
quando
diciamo: “la Pasqua”, comunemente si intende la festa di Pasqua, quella con il
ponte! Dimenticando che la Pasqua è “del Signore”: è per Lui che c’è la festa…
La Pasqua del Signore è unica, è quella della sua passione, morte e
resurrezione, quella testimoniata nei Vangeli. E da lì, da allora, da quando
Gesù è morto ed è risorto, si è perpetuata di Domenica in Domenica fino ad
oggi: il giorno “del Signore” (Dominus, da cui Domenica) celebra proprio la
Resurrezione, la Pasqua. Per noi la Pasqua, dunque, è la Pasqua domenicale, il
nostro ritrovarci a Messa!
Poi,
nell’anno liturgico, la Pasqua la si festeggia solennemente alla fine della
Quaresima per due motivi. Motivi storici. Anzitutto le prime comunità cristiane
avevano l’esigenza di preparare i catecumeni al Battesimo. Infatti una volta ci
si battezzava solo da grandi e i catecumeni erano gli adulti che avevano deciso
di diventare cristiani. Essi facevano un lungo cammino per ritrovare in Cristo
il senso della vita e decidere di aderire a Lui. La Quaresima era questo
itinerario, che si concludeva con il Battesimo dei catecumeni nella veglia
pasquale, nella quale venivano anche ammessi alla mensa eucaristica: da lì in
poi potevano accedere alla Messa. Ma le comunità cristiane avevano anche
un’altra esigenza, quella di recuperare coloro che avevano commesso gravi
peccati, peccati cioè che tutti sapevano, peccati “pubblici”. Infatti così
erano definiti: “peccatori pubblici”, ovvero gente che dopo il Battesimo
peccava “mortalmente”. A costoro veniva impedito l’accesso in Chiesa e tutta la
Comunità si prendeva carico di questi fratelli e sorelle pregando per loro. E
loro dovevano compiere un itinerario penitenziale per essere riammessi nella
Chiesa, un cammino di purificazione e di ritorno alla loro decisione di
appartenere a Cristo e alla sua Chiesa. Questo cammino, questo itinerario era
durante la Quaresima, ed a Pasqua venivano finalmente riconciliati
pubblicamente dal Vescovo.
Si
capisce che una volta la Quaresima era cosa seria, perché già allora era una
cosa seria decidere a chi affidare la propria vita…
Il
vostro parroco