giovedì 20 marzo 2014

INSIEME n° 128 - 23 Marzo 2014 - anno 4° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
quando diciamo: “la Pasqua”, comunemente si intende la festa di Pasqua, quella con il ponte! Dimenticando che la Pasqua è “del Signore”: è per Lui che c’è la festa… La Pasqua del Signore è unica, è quella della sua passione, morte e resurrezione, quella testimoniata nei Vangeli. E da lì, da allora, da quando Gesù è morto ed è risorto, si è perpetuata di Domenica in Domenica fino ad oggi: il giorno “del Signore” (Dominus, da cui Domenica) celebra proprio la Resurrezione, la Pasqua. Per noi la Pasqua, dunque, è la Pasqua domenicale, il nostro ritrovarci a  Messa!
Poi, nell’anno liturgico, la Pasqua la si festeggia solennemente alla fine della Quaresima per due motivi. Motivi storici. Anzitutto le prime comunità cristiane avevano l’esigenza di preparare i catecumeni al Battesimo. Infatti una volta ci si battezzava solo da grandi e i catecumeni erano gli adulti che avevano deciso di diventare cristiani. Essi facevano un lungo cammino per ritrovare in Cristo il senso della vita e decidere di aderire a Lui. La Quaresima era questo itinerario, che si concludeva con il Battesimo dei catecumeni nella veglia pasquale, nella quale venivano anche ammessi alla mensa eucaristica: da lì in poi potevano accedere alla Messa. Ma le comunità cristiane avevano anche un’altra esigenza, quella di recuperare coloro che avevano commesso gravi peccati, peccati cioè che tutti sapevano, peccati “pubblici”. Infatti così erano definiti: “peccatori pubblici”, ovvero gente che dopo il Battesimo peccava “mortalmente”. A costoro veniva impedito l’accesso in Chiesa e tutta la Comunità si prendeva carico di questi fratelli e sorelle pregando per loro. E loro dovevano compiere un itinerario penitenziale per essere riammessi nella Chiesa, un cammino di purificazione e di ritorno alla loro decisione di appartenere a Cristo e alla sua Chiesa. Questo cammino, questo itinerario era durante la Quaresima, ed a Pasqua venivano finalmente riconciliati pubblicamente dal Vescovo.
Si capisce che una volta la Quaresima era cosa seria, perché già allora era una cosa seria decidere a chi affidare la propria vita…
                    Il vostro parroco