venerdì 19 ottobre 2012

INSIEME n° 64, 21 Ottobre 2012 - anno 2° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
inizio il giro nella “zona B” del nostro quartiere per la visita nelle vostre case in occasione del Santo Natale. Molti mi risponderanno: “ma adesso arriva? Non c’è neanche il presepe!”. Chi non ha l’idea della Comunità giustamente mi dice così, ma a fronte di un numero che si avvicina ai diecimila abitanti bisogna che parta almeno adesso. Inizio questa bella impresa nel mese dedicato alla Missione: sto comprendendo che ciascuno può vivere la missione. Ci sono quelli che si muovono e vanno, ma la missione si può vivere anche da fermi, da seduti, nella propria casa, nel condominio, nella strada del quartiere, fuori dalla scuola del proprio figlio… La missione non è un luogo, la missione è la luce che si irraggia laddove sei. E la luce inizia a risplendere nella propria vita quando la si è incontrata. Nessuno ce l’ha: la riceviamo in dono da Dio. La porgiamo come dono agli altri nella pratica della vita stessa. Penso ai tanti genitori che chiedono il battesimo: lo chiedono a volte con un po’ di imbarazzo, anche se la richiesta non nasce quasi mai da una motivazione futile e superficiale. Però pensano che il parroco magari la intenda così! La stragrande, anzi, grandissima maggioranza di questi genitori sono non praticanti, credenti che spesso mi dicono: “noi vogliamo che nostro figlio abbia questa possibilità!”. E io a tentare di spiegare che la fede non è una “possibilità” nei confronti dei figli: se data ai figli deve poter essere attestata (e testata) nella vita del genitore, se si crede, altrimenti non può essere offerta! Rimane un bollino appiccicato “per futili motivi” nella pratica (certamente no nelle intenzioni)!!! I figli non chiedono un’opinione, ma la verità: se gli hai dato la vita, non avresti potuto farlo in maniera responsabile senza una certezza, che la vita sia illuminata da una promessa certa! Già solo con tutti questi genitori che incontro “da seduto”, senza andare a cercarli in terre lontane, avverto l’urgenza della missione che mi interpella e mi chiama a convertirmi a quella Luce che capisco non essere ancora entrata abbastanza nella mia vita. Capisco di essere anche io stesso… terra di missione…
                                               Il vostro parroco