Cari amici e care
amiche,
durante
l’omelia della festa dell’oratorio ho cercato di richiamare l’attenzione al
fatto che esso è lo “spazio” che la Comunità cristiana si dà per avere cura
anzitutto - e prima di tutto - della trasmissione della fede in Gesù alle
generazioni che verranno. Questo, nella pacifica convinzione che Dio sia
importante per l’esistenza e il futuro dei bambini, adolescenti, giovani…
Pacifica convinzione degli adulti e dei grandi! Infatti, i nostri figli di
convinzioni non ne possono avere, per adesso: certo, se le faranno… Si faranno
le loro proprie convinzioni guardando noi grandi, adulti, genitori, sentendo i
nostri ragionamenti, vedendo cosa e come pratichiamo ( = rendiamo nella
pratica) certe parole che ci sentono dire (solo con le parole appunto)… Mi vien
da dire che l’oratorio è capace di mettere in discussione noi adulti, mica i
ragazzi!!!
Il
desiderio di far conoscere il Signore, poi, nasce da una vita spirituale
semplice e profonda e diventa un’irresistibile necessità! Oggi in modo
particolare se ne avverte l’importanza a causa dei forti cambiamenti sociali in
atto a tutti i livelli e a motivo della relativa fatica che ogni comunità
cristiana incontra nel trasmettere la fede. La contemplazione della persona di
Gesù attraverso la lectio divina aiuta a conoscerLo ed amarLo, a parlarGli e a
sentirLo vicino.
La
rivisitazione dei nostri percorsi di catechesi e di completamento della
Iniziazione cristiana mi piacerebbe che aiutasse a camminare insieme nel
ritrovare costantemente l’entusiasmo della fede e le sue ragioni, specialmente
in questo anno dedicato per volontà del Papa proprio alla fede, o - come
direbbe l’Arcivescovo - “alla scoperta del Dio vicino” (titolo della lettera pastorale ndr).
Il
mandato educativo a chi ha un compito in oratorio o in parrocchia mi piacerebbe
che sostenesse soprattutto chi si sente inadeguato e mi dice: “Ce la farò? Come
faccio con gli altri? Come faccio a dirigere un gruppo? Non ho delle capacità
particolari, non ho certe doti…”… Ecco: impariamo a dare fiducia a Chi ci
manda! La forza del mandato non è in chi è mandato, ma in Colui che ci manda a
lavorare nella sua vigna! La fede è fidarsi di Gesù: conoscendoLo ed entrando
in relazione con Lui, ci accorgeremo che le sue Parole diventano orientamenti
di vita, criteri di scelta, sostegni contro ogni paura e ogni sconforto.
Il vostro parroco