Cari amici e care
amiche,
vi
chiedo di portare il volantino della patronale, ma soprattutto di invitare alla
nostra festa!
Nel
programma ci sono modulati eventi di varia natura...
Anzitutto
quelli spirituali: la Messa con i sacerdoti che hanno operato o sono passati da
noi, celebrata da don Felice Carnaghi che festeggia il suo 45° anniversario di
consacrazione; le Messe di domenica 16 e di lunedì 17, quest’ultima a suffragio
di tutti i defunti della parrocchia (in modo particolare quelli dell’anno
pastorale trascorso) e dei benefattori; le confessioni; la processione con il
simulacro della Beata Vergine Assunta; l’incontro per tutti coloro che hanno un
servizio (catechiste, animatori, gruppo missionario, Caritas, coro, lettori,
ministri straordinari, cucina, bar, sportiva, pulizia…) e per chi si sta
preparando a svolgerlo, ma anche per chi
desidera vivere un momento di meditazione. Poi una iniziativa culturale: La Piccola Messa Solenne, di Rossini,
sabato 15 settembre. Ringrazio chi ha aiutato ad organizzare questo evento che
combina fede e arte, evento al quale mi piacerebbe che partecipassero (mi metto
anche io tra costoro) tutti quelli che spontaneamente non verrebbero a un
momento del genere perché “non interessa”. Invece, proprio perché
immediatamente non ci andremmo, proprio perché è un evento proposto durante la
festa, significa che è anche per me, per il mio bene e per la mia maturazione, per
allargare i miei orizzonti: infatti non si riesce a “crescere” se si va alla
ricerca solo di ciò che attrae e interessa nell’immediato… Si potrà anche
scoprire che la nostra fede non solo fa cultura, ma ha anche aiutato
generazioni e generazioni ad elevarsi umanamente e artisticamente… E
addirittura – come intende esprimere lo slogan che fa riferimento all’anno della
fede indetto dal Santo Padre – la fede è capace, se vissuta autenticamente, di
“produrre” una vita buona, una vita bella, una vita “vivibile”… Proviamo dunque
a trovarci insieme anche quella sera! Infine, in collaborazione con la Pro Loco
della città di Pioltello, non mancheranno momenti ludici, danzanti, di
aggregazione e di gioco che ci daranno l’opportunità di stare insieme in
distensione e di chiacchierare, anche nell’occasione del pranzo comunitario.
Incontrò poi, nel contesto della festa, il Consiglio pastorale parrocchiale il
giorno 19, mentre il giorno 23 le famiglie che lo vorranno, per dare un seguito
concreto all’incontro con il Papa di giugno.
Portare
il volantino della patronale o invitare ad essa non significa compiere il gesto
di chi “si sente più bravo” o di chi indirettamente “accusa” di non “venire”:
queste sono le nostre povere paure di cristiani un po’ infreddoliti e forse
lontani dal calore che la fede è in grado di emanare… Gli altri, tanti, molti,
moltissimi, son lì che aspettano soltanto un cenno, una mossa! Magari, poi, non
aderiranno, ma si accorgeranno che – anche se non frequentano per i loro
rispettabili motivi - qualcuno si è interessato di loro, li ha invitati, li ha
fatti sentire “adocchiati” dalla comunità cristiana che non si sente
“autosufficiente” né rinchiusa su se stessa…
Invitare
diventa un’esigenza interiore, un “obbligo” di chi si sa peccatore perdonato
che ha incontrato un Amore di Padre. Andare in missione non è un partire
geografico, ma un restare immersi nel vissuto del quartiere, della gente, del
condominio, della famiglia, affondando come un seme nello spessore del mondo,
facendosi compagni di viaggio a persone di qualsiasi ambiente e paese.
La
festa patronale è la festa della partenza di nuovi missionari “immobili”, sono
i missionari “senza battello e senza aereo”: siamo noi, ma con “gli altri”.
Questa sarà festa…
Il vostro parroco