Cari amici e care amiche,
a volte capita di sentirsi come “inferiori” rispetto a una certa cultura che si dice “critica” e “scientifica” e guarda con compatimento ciò che è “cultura cristiana”, ironizzando sulla religione. E chi tra noi è più debole e poco informato non sa cosa dire… Chi non si ricorda l’esempio del bel film (e libro, altrettanto avvincente) “Il codice Da Vinci” che mandò in crisi molti “poveri” credenti? Un film!!! Un altro esempio, ma “dall’altra parte”? Proprio il mitico 8 marzo. C’era una volta un padrone cattivello e delle operaie tutte lavoro, casa e figli. Un giorno le operaie stanche di essere sfruttate, dichiararono sciopero e si asserragliarono nella fabbrica. Qualcuno – il padrone stesso – incendiò la fabbrica e le donne morirono tutte… Era l’8 marzo a New York. Due anni dopo, al Congresso dell’internazionale socialista si decise che l’8 marzo fosse proclamato “giornata internazionale delle donne”, in ricordo di quelle operaie. Una bella storia: peccato che sia falsa! A scoprirlo, guarda caso, due femministe americane, le quali, spulciando tutti i giornali dell’epoca, non trovarono un benché minimo riferimento al grave episodio. Fu un falso storico inventato da certa propaganda e da certa stampa, con tanto di numeri di morti, data etc. etc. La donna, poi, noi la vogliamo festeggiare lo stesso, nei modi dovuti e per molti motivi validi. Proprio come già fa la Chiesa, ogni giorno, da due millenni, con le sue donne Sante, migliaia e migliaia, che storicamente, cioè di fatto, hanno saputo valorizzare la propria femminilità, anche a costo della vita…
Il vostro parroco