sabato 9 aprile 2011

Il Tempo della Quaresima - Il Silenzio

Uno degli impegni comunitari di questa quaresima è di attuare alcuni comportamenti corretti quando ci ritroviamo in chiesa, già richiamati in precedenza. Ecco quello proposto in questa settimana

 E’ la volta del silenzio… E’ parte integrante della Messa, come il canto. Ci dovrebbe essere all’inizio, prima di incominciare la Messa: serve per prepararsi, per leggere le letture (non l’Insieme), per creare quel clima di incontro con il Signore Risorto che ci accompagna e che vogliamo “sentire”. E per “sentire”, per ascoltare, occorre il silenzio esteriore, che aiuta a “fare spazio” interiore. C’è il silenzio dopo la liturgia della Parola, dopo la predica, per intenderci. Serve per interiorizzare l’ascolto di Dio ed, eventualmente, per trattenere un pensiero particolarmente illuminante della spiegazione: se questo silenzio lo si riempie per guardare l’orologio, per consultare il foglietto, per pensieri “esterni”, diventa… tempo “perso”! C’è poi il silenzio di adorazione, un silenzio contemplativo e attonito, che si crea durante la consacrazione, a volte – purtroppo – rotto dal suono di qualche cellulare… Infine, c’è il silenzio dopo la Comunione, volutamente esteso nelle Messe feriali, necessariamente breve in quelle festive: anche quello è da valorizzare con il raccoglimento e la preghiera personale (non lasciandosi andare alla distrazione o al pensiero del “dopo”), poiché è il momento più intimo di contatto e di unione con Cristo, che intende trasformarci a immagine sua. E finita la Messa? Sarebbe bello che, terminato il canto, la chiesa non si tramutasse improvvisamente in un luogo di baraonda e di vociare, e si riuscisse – non si dice a fare silenzio – ma, semplicemente, un minimale clima di pacatezza, puntando ad andare sul nostro bel piazzale per continuare ad intrattenerci vicendevolmente alla mensa dell’amicizia e della fraternità.