Cari amici e care amiche,
la Quaresima è anche occasione di bilanci seri, quelli della vita. I giorni si susseguono, alternando il bello e il brutto, non solo di tempo atmosferico… Il vivere quotidiano a volte diventa difficile da gestire anche nelle piccole cose… Le vicissitudini complicano la normalità alla quale anelo e che cerco per me e per i miei cari… Gli entusiasmi a poco a poco si smorzano e il cuore – anche se agli altri si sorride – è demoralizzato… E poi quante cose imprevedibili e inspiegabili accadono nel corso di una vita, ma anche solo in un periodo di essa! Alcune si risolvono da sole, alcune si comprendono, altre, invece, restano maledettamente in sospeso e mi abbattono perché non ne vedo la fine e … il fine. Poi una malattia, un periodo un po’ così, un malessere interiore che non sai da dove arriva, tolgono il coraggio di guardarsi seriamente dentro: rimango così facilmente alla superficie dei problemi e una minima avversità diventa un blocco che tronca la possibilità di sperare. Ci si piange addosso e ci si crogiola nella lamentazione. Nonostante questo bilancio oscuro, fatto in un momento di onestà, nonostante l’alternanza dei giorni, a dispetto delle continue lamentele, la fiducia non viene meno. E’ questo un segno della Grazia di Dio, che, proprio nei giorni che si susseguono, abita in me e agisce a mia insaputa, prima di me, meglio di me, nonostante me…
Il vostro parroco, don Zaccaria