EPIFANIA
DEL SIGNORE
E’ l’Epifania del Signore, cioè la sua manifestazione, la rivelazione alle
genti di tutto il mondo del bambino nato a Betlemme e già incontrato da Israele
attraverso i pastori (cf. Lc 2,8-20). Alla mangiatoia giungono infatti anche
dei Magi, cioè dei sapienti, dei cercatori di Dio non appartenenti al popolo
dei credenti nel Dio unico, a Israele; essi provengono da quelle terre
d’oriente che da sempre appaiono a noi occidentali come luoghi in cui gli uomini hanno praticato, più che in altre culture, una ricerca della verità
contrassegnata da una raffinata lotta anti-idolatrica. Come dimenticare che a
quell’epoca, e già da alcuni secoli, esistevano il buddhismo e le altre “vie
religiose” orientali, cammini percorsi da uomini e donne in ricerca di salvezza
e luce per le loro vite?
L’oscura nascita di quel bambino nelle campagne di Betlemme, da una
famiglia di poveri, attrae dunque questi Magi, perché l’incarnazione del Figlio
di Dio era il modo con cui Dio stesso
desiderava unirsi a ogni uomo e a tutta l’umanità. Il re d’Israele, il re che
sta sul trono di David (cf. Lc 1,32-33), è anche l’atteso da tutte le genti;
per incontrarlo, però, quei sapienti devono salire a Gerusalemme (cf. Is
60,1-6), e ascoltare le Scritture che contengono le promesse di Dio custodite
dal popolo santo. Il quadro che oggi Matteo ci offre, lungo i secoli è stato
interpretato, cantato, rappresentato in molti modi, che convergono però nel
comunicare un messaggio essenziale: la venuta dei Magi a Betlemme è la risposta
dell’umanità al Dio che ha voluto venire in mezzo a noi per essere
l’Emmanuele, il Dio-con-noi (cf. Mt 1,22-23; Is 7,14). Essi trovano indicazioni
e segnali per la loro ricerca nel cielo stesso, attraverso una stella che, nel
suo sorgere, li mette in viaggio verso un luogo ignoto: una stella che
assomiglia in verità più a un messaggero di Dio che a una cometa, una stella
che li guida verso l’incontro con colui che era tanto atteso, eppure fino ad
allora era rimasto anonimo e sconosciuto…
Più in profondità, è un bisogno che li ha condotti fino a Gesù, il bisogno
di conoscere l’altro, di uscire dall’autoreferenzialità religiosa, di cercare
e cercare ancora una verità mai posseduta, che sempre ci precede. Recita un
editto promulgato da Ashoka, un re indiano e buddhista del III secolo a.C.: “La
fede di tutti gli altri deve essere rispettata … Onorando la fede degli altri
si esalta la propria fede … Io desidero che gli uomini del mio regno conoscano le religioni degli altri uomini, e così acquisiranno una sapienza più salda”.
Ecco lo spirito di ricerca che spinge i Magi a partire alla volta
dell’occidente, ed è così che costoro “vengono associati, nel modo che Dio
conosce, al mistero pasquale” (cf. Gaudium et spes 22). Il bambino nato a
Betlemme appare dunque oggi come un dono di Dio a tutta l’umanità e, insieme,
come l’atteso da tutta l’umanità, anche da quanti non conoscono la fede dei
credenti nel Dio unico. E così la benedizione giunge a tutte le genti (cf. Gal
3,14), secondo la promessa fatta ad Abramo: “In te e nella tua discendenza
saranno benedette tutte le genti della terra” (Gen 28,14). Nella discendenza di
Abramo si colloca lo stesso Gesù Cristo (cf. Mt 1,1), il Messia; in più, però,
egli è “la speranza degli orizzonti della terra” (Sal 65,6), capace di attirare
a sé tutti gli uomini (cf. Gv 12,32)...
I Magi hanno lasciato la loro terra, il loro mondo, e hanno intrapreso un lungo
viaggio; spinti dalla loro sete di verità e salvezza, hanno camminato con
perseveranza verso una meta, fino a raggiungerla, perché Dio si fa incontro a
chi lo cerca con sincerità. E non sono venuti soli: hanno portato con sé la
loro cultura, la loro identità, la loro storia, offrendo tutto al Salvatore. Il
loro incontro con il Messia, però, non ha segnato la fine della loro ricerca:
essi hanno ripreso a camminare “seguendo un’altra strada”, come dice Matteo,
continuando cioè in modo differente a cercare la verità. Sul loro esempio, noi
cristiani siamo disposti a cercare con umiltà quella verità che sempre ci
precede e che alla fine della storia ci accoglierà, insieme a tutti gli uomini,
nel Regno?
ore 15.0 in Chiesa
Preghiera e bacio a Gesù Bambino
ore 15:30 in Oratorio
Super Tombolata
DAL 18 AL 25 GENNAIO
settimana di preghiera per l'unità dei cristiani
"CI TRATTARONO CON GENTILEZZA"
DOMENICA 26 GENNAIO
Festa liturgica della Santa Famiglia di Nazareth
LA BELLEZZA DEL QUOTIDIANO VISSUTO BENE IN FAMIGLIA
festeggiamo comunitariamente TUTTI gli Anniversari di Matrimonio durante la Santa Messa delle ore 11.00
Occorre ricordare che qualsiasi numero di anniversario merita di essere ricordato con gratitudine !!
E' bello, dunque, festeggiare davanti all'altare del Signore e alla Comunità non solo i numeri classici (10,20,25,30,35, etc, etc...) !!
Occorre iscriversi per tempo in sagrestia al termine delle celebrazioni, oppure in orari di segreteria parrocchiale.
Si ricorda che è opportuno concentrare gli anniversari in questa occasione e che è possibile anche iscriversi al pranzo comunitario che seguirà la santa messa.
DECANATO DI CERNUSCO SUL NAVIGLIO
ITINERARIO DI FORMAZIONE PER I MINISTRI LITURGICI
MINISTRI STRAORDINARI DELLA COMUNIONE EUCARISTICA 17 - 18 FEBBRAIO
CANTORI - MUSICISTI DIRETTORI DI CORO 10 - 11 - 12 FEBBRAIO
LETTORI - VOCI GUIDA 3 - 4 - 5 FEBBRAIO
I CAMMINI DI FEDE PER I RAGAZZI RICOMINCIANO LUNEDI' 13 GENNAIO 2020
ACCOGLIENZA BAMBINI CERNOBYL
Nonostante siano trascorsi oltre 30 anni, la radioattività dovuta allo scoppio della centra- le di Chernobyl, non è affatto diminuita.
L'Associazione 26 aprile, da 25 anni permette a molti bimbi provenienti dalle zone contami- nate di vivere nel mese di giugno un periodo di risanamento e ridurre notevolmente il ri- schio di sviluppare, un tumore tiroideo.
Per farlo peró abbiamo bisogno di famiglie che abbiano voglia di aprire le porte della lo- ro casa e del loro cuore!
L'associazione, che é famiglia di famiglie, accompagna e sostiene in tutto il percorso le famiglie accoglienti e i bambini ospitati.
Per info: Claudio Falcone

