QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA
«Passando, Gesù vide un uomo cieco dalla nascita». Quest’uomo
cieco dalla nascita rappre- senta ciascuno di noi. La condizione
umana, pur illuminata dalla luce della ragione, si trova spesso nel
buio; questo avviene quando si smarrisce il senso delle
cose,masoprattutto quando
ci si trova di fronte alla “questione ultima” della nostra
salvezza. Questa vita è de- stinata alla caducità oppure, come dice
Gesù ai suoi discepoli, questo uomo è cieco perché si manifesti in
lui la grandezza di Dio? Non possiamo salvarci da soli: il peccato,
che genera la morte, ci tieneprigionieri.
«Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva,
spalmò il fango sugli occhi del cieco». Di fronte al gesto di Gesù
si resta sorpresi. L’evangelista lo racconta con termini inusuali:
sputo, saliva, terra, fango. Per cogliere la portata di questo modo
di esprimersi dobbiamo sapere che per Giovanni alcuni miracoli di
Gesù (tra cui quello del cieco nato) parlano dei sacramenti della
Chiesa. Nel nostro caso Giovanni sta parlando del Battesimo; nasce
con la grazia battesimale la vita nuova che permette al cristiano di
far brillare la luce che è Gesù, e, così facendo, con la grazia
dello Spirito, a sua volta il cristiano illumina il mondo attorno a
sé. Il gesto di Gesù richiama anche la realtà della sua
incarnazione. Nel Fi- glio fatto uomo, il Padre ama la mia umanità
“fangosa” e salva me nella concretezza di uo- mo che vive al
buio.
«Va’a lavarti nella
piscina di Siloe” – che significa Inviato». Gesù non si
muovemainvia. Nella fede
c’è un momento in cui si ascolta la Parolamanon
si “vede” ancora nulla: è il momento critico della fede. Questo
può essere superato solo da un gesto di fiducia nella Pa- rola;
senza questa fiducia il sentiero si interrompe e non si arriva alla
luce. Il cieco è ancora tale e deve essere accompagnato
alla piscina. Questo “accompagnamento” sono i sacramenti
della Chiesa. Come il cieco, noi non vediamo Gesù,masolo
i segni della sua presenza; primo fra tutti quello dell’Eucaristia.
La Chiesa è nostra madre: ci fa nascere alla fede e ci accompagna
nella vita di ogni giorno, celebrando l’Eucaristia e illuminando la
no- stra strada con l’annuncio delVangelo.
«Gli disse Gesù: “Lo hai visto: è colui che parla con te”. Ed
egli disse: “Credo, Signore!”». Il cammino della luce si
conclude con l’incontro con Gesù. Il cieco, riconoscendo Gesù,
viene alla luce. Questo venire alla luce indica la rinascita
battesimale e la grazia che accom- pagna la vita quotidiana del
credente rendendola eterna; si tratta non della vita fisica, ma della
vita soprannaturale che dona la “vista” della fede.