martedì 2 aprile 2019

INSIEME n° 340 - 31 marzo 2019 - anno 9° dall'entrata nella nuova Chiesa


QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA

«Passando, Gesù vide un uomo cieco dalla nascita». Quest’uomo cieco dalla nascita rappre- senta ciascuno di noi. La condizione umana, pur illuminata dalla luce della ragione, si trova spesso nel buio; questo avviene quando si smarrisce il senso delle cose,masoprattutto quando ci si trova di fronte alla “questione ultima” della nostra salvezza. Questa vita è de- stinata alla caducità oppure, come dice Gesù ai suoi discepoli, questo uomo è cieco perché si manifesti in lui la grandezza di Dio? Non possiamo salvarci da soli: il peccato, che genera la morte, ci tieneprigionieri.

«Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco». Di fronte al gesto di Gesù si resta sorpresi. L’evangelista lo racconta con termini inusuali: sputo, saliva, terra, fango. Per cogliere la portata di questo modo di esprimersi dobbiamo sapere che per Giovanni alcuni miracoli di Gesù (tra cui quello del cieco nato) parlano dei sacramenti della Chiesa. Nel nostro caso Giovanni sta parlando del Battesimo; nasce con la grazia battesimale la vita nuova che permette al cristiano di far brillare la luce che è Gesù, e, così facendo, con la grazia dello Spirito, a sua volta il cristiano illumina il mondo attorno a sé. Il gesto di Gesù richiama anche la realtà della sua incarnazione. Nel Fi- glio fatto uomo, il Padre ama la mia umanità “fangosa” e salva me nella concretezza di uo- mo che vive al buio.

«Va’a lavarti nella piscina di Siloe” – che significa Inviato». Gesù non si muovemainvia. Nella fede c’è un momento in cui si ascolta la Parolamanon si “vede” ancora nulla: è il momento critico della fede. Questo può essere superato solo da un gesto di fiducia nella Pa- rola; senza questa fiducia il sentiero si interrompe e non si arriva alla luce. Il cieco è ancora tale e deve essere accompagnato alla piscina. Questo “accompagnamento” sono i sacramenti della Chiesa. Come il cieco, noi non vediamo Gesù,masolo i segni della sua presenza; primo fra tutti quello dell’Eucaristia. La Chiesa è nostra madre: ci fa nascere alla fede e ci accompagna nella vita di ogni giorno, celebrando l’Eucaristia e illuminando la no- stra strada con l’annuncio delVangelo.

«Gli disse Gesù: “Lo hai visto: è colui che parla con te”. Ed egli disse: “Credo, Signore!”». Il cammino della luce si conclude con l’incontro con Gesù. Il cieco, riconoscendo Gesù, viene alla luce. Questo venire alla luce indica la rinascita battesimale e la grazia che accom- pagna la vita quotidiana del credente rendendola eterna; si tratta non della vita fisica, ma della vita soprannaturale che dona la “vista” della fede.