domenica 24 marzo 2019

INSIEME n° 339 - 24 marzo 2019 - anno 9° dall'entrata nella nuova Chiesa


                                        TERZA DOMENICA DI QUARESIMA

Gesù si rivolge a coloro “che gli avevano creduto”; sono Giudei religiosi, attaccati alla loro identità e alle loro tradizioni. Gesù li provoca due volte: all’inizio invitandoli a ‘rimanere’ nella sua parola come unica e vera fonte di libertà; e, più avanti, interrogandoli sulla chiusura all’ascolto, sul trincerarsi sulle proprie posizioni; va bene Gesù, ma fino ad un certo punto. 


Essi non accettano l’affidarsi totalmente alla sua Parola, non vogliono entrare nella dimensione della vera libertà; anzi si sentono offesi: “non siamo mai stati schiavi di nessuno”. E rivendicano la paternità di Abramo. Gesù li smaschera proprio riaffermando la ‘fede’ di Abramo’. Infatti la fede di Abramo è fiducia in una Parola che gli dice: “Esci, vattene dal tuo paese, dalla tua patria, dalla casa di tuo padre, verso il paese che ti indicherò” (Gen 12,1 ss) E Abramo va, senza pretendere garanzie. Si muove su questa Parola. Ci crede. Si affida. Esce dalle sue sicurezze, dal benessere, dal luogo e dalle persone che conosce e da cui è conosciuto. 

Non c’è una meta precisa. È tutto da scoprire, come quell’assurda promessa di una discendenza numerosa da lui che non ha figli. E’ tutto da scoprire; è qualcosa che si svela poco a poco, se solo si è vigilanti e in ascolto delle indicazioni che non sono mai vistose, ma parlano sottovoce. Il richiamo ad Abramo è fondamentale: ci dice che non è importante la religione, ma la fede. 

Ed è la fede in quella Parola che ci libera dagli irretimenti e dalle gabbie in cui ci rinchiudiamo come difesa dal male e dalla storia, senza pensare che la Parola di Gesù, se ci affidiamo ad essa, ci apre alla libertà di orizzonti impensati, alla sorpresa di un Amore che ci sollecita a diventare anche noi dono per gli altri nella misura in cui ci riconosciamo sotto lo sguardo di questo Amore, che non si stanca mai di sollecitarci ad una fede senza cautele, ad un ascolto appassionato. 

Una Parola che spinge ad andare, ad uscire, a muoverci, a non intorpidirci e crogiolarci in noi stessi: esci dalla tua terra, dal tuo io, e va’: dove? Dove man mano ti mostrerò. Se rimani nella mia Parola, lo capirai man mano. Rimanere nella Sua parola infatti, è garanzia di libertà e consapevolezza di uno sguardo nuovo su noi stessi e sul mondo. Lo sguardo di Gesù?