venerdì 23 novembre 2018

INSIEME n° 323 - 25 novembre 2018 - anno 8° dall'entrata nella nuova Chiesa

AVVENTO




L’avvento è tempo della meraviglia e dello stupore, perché nulla ferma un Dio di novità.

È lo stupore di chi sa contemplare la storia e vede segnali di un futuro digloria.

L’avvento canta lo stupore di chi vede nel mondo le orme della Sapienza di Dio che dà ordine e senso.

L’avvento è squillo di tromba annunciante che A donai, il Signore e Re del mondo, regna e orienta la storia al suo destino.

L’avvento è il tempo che vede spuntare la Radice che da Iesse si innalza e diventa albero che copre le generazioni.

L’avvento spia il rumore che dentro la porta della storia fa la venuta di Cristo, attento a cogliere il momento in cui si spalancheranno le porte della morte e Dio farà risplendere la vita.

L’avvento non fa guardare al tramonto del mondo, ma fa volgere lo sguardo all’Oriente, al Sole che arriva, perché come gradualmente dal solstizio d’inverno si arriverà alla luce dell’estate, così sorgerà il sole di Pasqua e tale sarà la storia del mondo: dalla notte alla luce.

L’avvento invoca la sovranità di un Re che ha progetti di comunione per tutti i popoli e che può fare della chiesa il segno e lo strumento dell’unità di tutto il genereumano.

L’avvento è il grido intenso dell’uomo, scacciato dal giardino delle ori- gini, che o fugge dal suo Dio o lo cerca senza vederlo e vuole tornare a invocarlo:Emmanuel, Dio-con-noi e non contro di noi.