sabato 3 febbraio 2018

INSIEME n° 290 - 4 febbraio 2018 - anno 6° dall'entrata nella nuova Chiesa



E SE FACESSIMO UN SINODO…
A volte nella vita di una comunità diventa necessario imporsi una sosta per non perdere di vista l’orizzonte e il senso del proprio esistere.
E così la comunità si ferma e si interroga. Prende in mano il proprio vissuto con annessi i problemi presenti e insieme chiede il dono dello Spirito per fare verità, affrontare i problemi e superarli.
In modo particolare l’attenzione oggi cade sulla realtà del nostro oratorio. Un luo- go che ha un po’ perso di vista la sua primaria natura educativa e aggregativa. E le ragioni saranno da evidenziare con lucidità.
Tra queste sicuramente si riscontra: il repentino cambiamento del cosiddetto re- sponsabile laico dell’oratorio, la poca passione messa in campo, il contesto sociale oggi vigente, la mancanza di presenza significata nei nostri ambienti, il poco co- raggio nel proporsi e nel proporre nuove soluzioni….
La ripetuta comparsa di atti vandalici e incivili ha esasperato gli animi e distolto le limitate energie di bene dal loro proporsi a servizio della comunità.
La chiusura del luogo oratorio che di per sé è un gesto negativo ci interroga co- munque tutti e chiede a ciascuno di valutare in primis la reale qualità del proprio sentirsi appartenenti alla comunità cristiana.
In seconda battuta per trasformare il negativo in positivo cogliamo l’occasione per riflettere ancora meglio sul tema della corresponsabilità nella chiesa, non fuggen- do ma assumendo ciascuno il ruolo figura adulta nella comunità.
Insieme sicuramente troveremo la via giusta per ridare spessore educativo ai no- stri luoghi, insieme troveremo anche la capacità di scelte nuove e coraggiose da condividere e da attuare.
Consapevoli che la battaglia per rendere più vivibile sia il nostro oratorio e un po- chino il quartiere non la si può vivere se non in spirito di fraternità e di comunione tra noi e di collaborazione con tutte le realtà “esterne”, che i problemi si affronta- no e si cerca di risolvere nel reale e non sui social…
Che il gesto della “chiusura” sia per tutti un’occasione per sentirsi ancora più co- munità che vuole essere ancora significativa a livello educativo nella fede e nella vita.