venerdì 5 gennaio 2018

INSIEME n° 286 - 7 gennaio 2018 - anno 6° dall'entrata nella nuova Chiesa

L'origine della designazione: la Chiesa è una

  • Le formule più antiche della fede non facevano specifico riferimento alla connotazione dell'unità. Per esempio, il Credo del Concilio di Nicea, del 325, dice semplicemente: " Credo nello Spirito santo", e con tale dizione abbraccia tutta l'opera dello Spirito, compresa la Chiesa.

  • D'altra parte la designazione di "santa Chiesa" ricorre nei testi assai prima di quella di "una".
  • A partire dal Concilio di Costantinopoli, del 381, viene codificata l'espressione quadruplice che è giunta fino a noi: Credo in una santa cattolica e apostolica Chiesa.

Quindi la determinazione una è entrata nel Simbolo nel IV secolo. Ci domandiamo: come mai cosi tardi?

Probabilmente perché all'inizio era ovvia, non si riteneva necessario sottolinearla. Ma al- lorché si sono profilate all'orizzonte scissioni e divisioni, quando gruppi diversi pretende- vano di essere ciascuno la Chiesa di Cristo, è nato il bisogno di proclamare che la Chiesa di Cristo è una sola. Fin dall'antichità, perciò, le divisioni affliggevano la Chiesa.
  1. fondamenti biblici e teologici dell'unita della Chiesa
A) Fondamenti biblici

E’ allora importante affrontare il problema scrutando i testi della Bibbia.

  1. brano più ampio in proposito lo troviamo nella Lettera di san Paolo agli Efesini: "Vi esorto io, il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unita dello Spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo, un solo Spirito, come una sola è la Speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti. A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo sta scritto: Ascendendo in cielo ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini. Ma che cosa significa la parola `ascese', se non che prima era discese quaggiù sulla terra? Colui che discese e lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose. E lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il mi- nistero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo. Questo affinché non siamo più come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e la da qualsiasi vento di dottrina, secondo l'inganno degli uomini, con quella loro astuzia che tende a trarre nell'errore. Al contrario, vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo, dal quale
tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l'energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità"(Ef 4,1-16).
  • Questa densa pagina dell'Apostolo contiene anzitutto un'esortazione; prima di essere un'e- sposizione teologica, e un'accorata preghiera di Paolo alle sue comunità. "Vi esorto io, il pri- gioniero nel Signore": io che sono in catene vi esorto con le lacrime agli occhi a comportarvi da discepoli di Gesù. Vi chiedo di superare le vostre divisioni mediante la mansuetudine, la pazienza, umiltà: virtù che permettono, appunto, di stare uniti, di non litigare, di sopportarvi "cercando di conservare l'unità dello Spirito per mezzo del vincolo della pace".

In altre parole: non tradite l'unità che lo Spirito santo ha fatto in voi.