PAROLE SULLA CATTOLICITA’
Che cosa dire, infine, del riflesso che l'espressione "Chiesa
cattolica" ha verso colo- ro che non sono cristiani, non sono
battezzati?
Il Concilio Vaticano II ci
ha offerto la risposta:
"Quelli che non hanno
ancora rice- vuto il
Vangelo, in vari modi sono
ordinati al popolo
di Dio" (Lumen gentium, 16). C'è quindi una relazione
con queste
persone.
Il Concilio
sottolinea anzitutto lo
stretto rapporto della
Chiesa con il
popolo ebrai- co, riconoscendo "che gli inizi della sua fede e
della sua elezione,
si trovano
già in
Abramo, in
Mosè e nei
Profeti". La
Chiesa "afferma che
tutti i fedeli
in Cristo,
figli di Abramo secondo la fede, sono inclusi nella vocazione
di questo Patriarca e che
la salvezza
della Chiesa
è misteriosamente
prefigurata nell'esodo del
popolo eletto dalla terra
di schiavitù"
(Nostra aetate,
4).
Il Concilio inoltre richiama la
relazione della Chiesa con
i musulmani, che pure si
rifanno ad Abramo e riconoscono Dio creatore,
misericordioso e
giudice. E poi par-
la anche del
legame tra la
Chiesa cattolica e tutte
le religioni non cristiane: è il le- game della
comune origine di tutti
gli uomini da Dio e
del comune fine
del genere
umano, cioè
la
chiamata
di
tutti
a riunirsi
nella
città
santa.
È perciò importante non solo il dialogo ecumenico, ma anche il
dialogo interreli- gioso: conoscere, capire, comprendere i valori
delle altre religioni.
Un'ultima conseguenza deriva dall'aggettivo "cattolica": la
Chiesa cattolica, la pienezza della comunione in Cristo, è per tutti
gli uomini.
Significa che la Chiesa cattolica è missionaria, è inviata
in missione da Gesù: "Andate,
fate discepole tutte le
nazioni e predicate
il Vangelo a ogni
creatura". Ma, conseguentemente al mandato
di Gesù, la Chiesa è
missionaria per l'amore
che noi portiamo a
tutti gli uomini,
ai quali vogliamo
partecipare la
gioia della risurrezio- ne
di Gesù, la gioia della speranza della vita eterna,
dell'essere liberati dalla morte
eterna; vogliamo
manifestare a tutti
tale gioia, perché
è un dono non solo
per noi, bensì per
l'intera
umanità.
Tuttavia la Chiesa,
se si sente missionaria,
è consapevole che
solo vivendo "la
peni- tenza, la povertà,
il rinnovamento continuo"
(Lumen gentium, 8), solo seguendo Gesù "nell'angusta
via della croce"
(Ad gentes,
1),
potrà esserlo.
La missionarietà comporta un
impegno di umiltà, di
preghiera, di conversione,
un impegno in cui ci si affida unicamente alla potenza
misericordiosa dello
Spirito santo.
don andrea