venerdì 24 novembre 2017

INSIEME n° 281 - 26 novembre 2017 - anno 6° dall'entrata nella nuova Chiesa

PAROLE SULLA CATTOLICITA’

Che cosa dire, infine, del riflesso che l'espressione "Chiesa cattolica" ha verso colo- ro che non sono cristiani, non sono battezzati?
Il Concilio Vaticano II ci ha offerto la risposta: "Quelli che non hanno ancora rice- vuto il Vangelo, in vari modi sono ordinati al popolo di Dio" (Lumen gentium, 16). C'è quindi una relazione con queste persone.
Il Concilio sottolinea anzitutto lo stretto rapporto della Chiesa con il popolo ebrai- co, riconoscendo "che gli inizi della sua fede e della sua elezione, si trovano già in Abramo, in Mosè e nei Profeti". La Chiesa "afferma che tutti i fedeli in Cristo, figli di Abramo secondo la fede, sono inclusi nella vocazione di questo Patriarca e che la salvezza della Chiesa è misteriosamente prefigurata nell'esodo del popolo eletto dalla terra di schiavitù" (Nostra aetate, 4).
Il Concilio inoltre richiama la relazione della Chiesa con i musulmani, che pure si rifanno ad Abramo e riconoscono Dio creatore, misericordioso e giudice. E poi par- la anche del legame tra la Chiesa cattolica e tutte le religioni non cristiane: è il le- game della comune origine di tutti gli uomini da Dio e del comune fine del genere umano, cioè la chiamata di tutti a riunirsi nella città santa.
È perciò importante non solo il dialogo ecumenico, ma anche il dialogo interreli- gioso: conoscere, capire, comprendere i valori delle altre religioni.

Un'ultima conseguenza deriva dall'aggettivo "cattolica": la Chiesa cattolica, la pienezza della comunione in Cristo, è per tutti gli uomini.
Significa che la Chiesa cattolica è missionaria, è inviata in missione da Gesù: "Andate, fate discepole tutte le nazioni e predicate il Vangelo a ogni creatura". Ma, conseguentemente al mandato di Gesù, la Chiesa è missionaria per l'amore che noi portiamo a tutti gli uomini, ai quali vogliamo partecipare la gioia della risurrezio- ne di Gesù, la gioia della speranza della vita eterna, dell'essere liberati dalla morte eterna; vogliamo manifestare a tutti tale gioia, perché è un dono non solo per noi, bensì per l'intera umanità.
Tuttavia la Chiesa, se si sente missionaria, è consapevole che solo vivendo "la peni- tenza, la povertà, il rinnovamento continuo" (Lumen gentium, 8), solo seguendo Gesù "nell'angusta via della croce" (Ad gentes, 1), potrà esserlo.
La missionarietà comporta un impegno di umiltà, di preghiera, di conversione, un impegno in cui ci si affida unicamente alla potenza misericordiosa dello Spirito santo.
don andrea