venerdì 27 ottobre 2017

INSIEME n° 277 - 29 ottobre 2017 - anno 6° dall'entrata nella nuova Chiesa

La santità della Chiesa secondo Efesini 5,25-27

Tutte e tre le interpretazioni sbagliate misconoscono la forza dell'agget- tivo 'santa', che ora vogliamo capire partendo dall'affermazione di Paolo nella Lettera agli Efesini:
"Voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata" (5,25-27).
"Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa": questo è il punto essenziale.
Anzitutto vediamo che 'santa' è, una designazione antichissima, che risa- le al Nuovo Testamento ed è confortata da decine e decine di passi che parlano dei cristiani come 'santi'.
Il brano dell'Apostolo si trova nel contesto di un'esortazione morale, di un invito a imitare Dio e ad amare come Gesù ci ha amato. In tale contesto sono considerate tante situazioni umane, compresi i rapporti interni alla famiglia, che vanno vissuti con mentalità nuova. Rivolgendosi ai mariti, per indicare la mentalità cristiana necessaria nel rapporto marito-moglie / moglie-marito, Paolo esorta: "Amate le vostre mogli come Cristo ha ama- to la Chiesa", cioè noi, noi chiamati alla fede, noi i convocati in assemble- a di credenti.
Partendo dunque dalla situazione familiare, l'Apostolo si eleva a una considerazione teologica: Cristo ha amato la Chiesa dando se stesso per lei nella morte di croce, l'ha amata e la ama santificandola e purificandola nel Battesimo, il lavacro dell'acqua accompagnato dalla professione di fede; l'ha amata perché sia tutta gloriosa, senza macchia ruga, santa, immacolata.
Abbiamo qui l'idea fondamentale del concetto di santità. La Chiesa è santa perché è santificata, lavata, purificata da Gesù. E la considera-
zione di questa santità non è contraria a quella dei nostri peccati, dal momento che è la santità di peccatori purificati, lavati, mondati da Gesù. La Chiesa santa è una Chiesa che si santifica e si purifica.

  • Chiesa santa vuol dire che la Chiesa si costruisce sulla santità di Gesù, è mossa dalla potenza dello Spirito che ci investe, ci avvolge, ci incalza, ci trasforma, ci riempie. Non è una cosa nostra la santità della Chiesa: è Gesù santo, è lo Spirito santo di Dio che ci viene incontro continuamente trasformandoci, riempiendoci.
E il capolavoro della potenza di Dio sull'uomo è Maria, che rappresenta la Chiesa santificata in pienezza. Quindi la Chiesa è santa in Maria, santifi- cata sin dal primo istante della sua vita dallo Spirito santo. In altri termini, `Chiesa santa' è anzitutto un passivo: non siamo santi per nostro merito, bensì in quanto santificati.

  • Chiesa santa vuol dire, di conseguenza, Chiesa che santifica, nella quale cioè ci sono persone, ministeri, istituzioni, parole, gesti, sacra- menti che ci sospingono alla santità. Frutto della Chiesa che santifica so- no i santi: santi sono, in qualche maniera, tutti i cristiani che camminano e si lasciano santificare, si lasciano pervadere - chi più chi meno - dall'a- zione santificante dello Spirito nella Chiesa.
Quindi, la Chiesa è santa perché santificata, la Chiesa è santa perché santifica.

don Andrea