LA
CHIESA E’ SANTA
La
formula del Credo,
che
ripetiamo ogni domenica durante l'assemblea
della Messa, recita: "Credo la Chiesa una, santa, cattolica
e apostolica".
La
santità è la
caratteristica
più antica, quella che è stata subito presente nella coscienza
dei primi cristiani, i quali si chiamavano semplicemente ‘i
santi',
designazione frequentissima nel Nuovo Testamento. Del resto,
nel Credo
cosiddetto
battesimale si dice: "Credo nello Spirito
santo, la santa
Chiesa
cattolica".
L'aggettivo
`santa' deriva anche dalla collocazione che la Chiesa
ha nel Credo,
cioè
subito dopo la menzione dello Spirito santo:
nella prima parte si proclama Dio Padre onnipotente, Creatore
del cielo e della terra; nella seconda parte si proclama Gesù Cristo
Figlio, incarnato morto e risorto per i nostri peccati; nella
terza parte lo Spirito santo che santifica la Chiesa e che dona ai
battezzati, sin da ora, la vita eterna.
C'è
una relazione strettissima tra Spirito santo e Chiesa santa, che
è appunto il frutto dello Spirito di santità. Infatti, lo stesso
Catechismo
della Chiesa cattolica, sotto
il medesimo titolo - Lo Spirito
santo - tratta dello Spirito e della Chiesa.
Tuttavia,
la categoria della santità, che è così originaria nella Chiesa, è
forse la più controversa. In ciascuno di noi nascono delle
obiezioni: come si può dire `santa' questa Chiesa storica di
cui conosciamo le difficoltà, i problemi, gli errori storici? Come
si
può dire `santa' la Chiesa dell'Inquisizione, delle torture, di
tanti
scandali, la Chiesa in cui c'è tanta mediocrità, ci sono rozzezze,
litigi, divisioni? In quale senso è `santa' questa Chiesa
quotidiana,
continuamente criticata per le sue manchevolezze e i suoi ritardi?
Come riconciliare una quotidianità, talora pesante e difficile,
con la verità dell'aggettivo `santa'?
A
tali domande vorrei rispondere attraverso quattro momenti successivi.
1.
Le incomprensioni della santità della Chiesa
L'espressione
"Chiesa santa, santità della Chiesa', può dare adito a
diverse interpretazioni sbagliate, che conducono poi a delle
confusioni
di concetti, a delle contraddizioni o a degli imbarazzi nel parlare.
Vorrei
sottolineare in particolare tre interpretazioni errate della santità
della Chiesa: quelle che vengono dal prendere troppo alla
leggera questo termine; quelle che vengono dal prenderlo troppo
rigidamente, troppo alla lettera; quelle che vengono dal prenderlo
come un puro ideale escatologico.
Taluni
sorvolano sull'espressione 'la santità della Chiesa', sostenendo
che si tratta di una formula, di un modo di dire, ma che
in realtà la Chiesa è impastata di terra, di fango, pur avendo
delle cose belle. Bisogna dunque prenderla così com'è. L'aggettivo
‘santà' non viene preso sul serio, in tutta la sua forza. E questo
è un grosso guaio. Ci sono altri che,invece, prendono troppo
rigidamente, troppo alla lettera quell’aggettivo e affermano: la
Chiesa è solo la Chiesa
dei puri, dei santi, di coloro che sono coerenti al vangelo al 100%,
e
chi non è puro va allontanato. Nella storia della Chiesa riaffiora
ogni tanto tale interpretazione puritana: è una posizione settaria,
perché non possiamo escludere dalla Chiesa i cristiani che non sono
totalmente coscienti, pienamente coerenti, non si può
battersi per una Chiesa di pochi puri.
La
conseguenza del rigorismo è la formazione di gruppi di élite,
che si chiudono in se stessi contro gli altri in maniera polemica.
Siamo di fronte a una caricatura della verità umile della Chiesa.
che si chiudono in se stessi contro gli altri in maniera polemica.
Siamo di fronte a una caricatura della verità umile della Chiesa.
Un
terzo modo sbagliato di intendere la santità della Chiesa è
proprio
di chi legge questa santità come un ideale escatologico,
che si realizza cioè nell'altra vita: in cielo la Chiesa sarà
santa.
L'aggettivo `santa' riguarderebbe, per questa terra, solo Maria e
alcuni pochi santi, e noi dovremmo accontentarci di essere ciò che
siamo, alla meno peggio.
Si
tratta di un errore che si riallaccia alla prima interpretazione,
anche
se è più nobile perché vuole riferire il termine alla Chiesa
celeste,
definitiva.
don Andrea