venerdì 17 marzo 2017

INSIEME n° 254 - 19 marzo 2017 - anno 6° dall'entrata nella nuova Chiesa



PER INDIVIDUARE I PASSI FUTURI DELLACOMUNITÀ

Premessa

Oggi la nostra comunità è chiamata ad essere Evangelizzatrice con Spirito cioè ad aprirsi senza paura all’azione dello Spirito Santo. Gesù vuole evangelizzatori che annuncino la Buona Notizia non solo con le parole, ma soprattutto con una vita trasfigurata dalla presenza di Dio... Quando si afferma che qualcosa ha “spirito”, questo indica che ha un qualche movimento interiore che dà impulso, motiva, incoraggia e dà senso all’azione personale e comunitaria. Un’evangelizzazione con spirito è molto diversa da un insieme di compiti vissuti come un pesante obbligo che semplicemente si tollera, o si sopporta come qualcosa che contraddice le proprie inclinazioni e i propri desideri.
Evangelizzatori con Spirito significa evangelizzatori che pregano e lavorano. Occorre sempre coltivare uno spazio interiore che conferisca senso cristiano all’impegno e all’attività. Senza momenti prolungati di adorazione, di incontro orante con la Parola, di dialogo sincero con il Signore, facilmente i compiti si svuotano di significato, ci indeboliamo per la stanchezza e le difficoltà, e il fervore si spegne. La Chiesa non può fare a meno del polmone della preghiera ... Nello stesso tempo dobbiamo respingere la tentazione di una spiritualità intimistica e individualistica, che mal si compone con le esigenze della carità, oltre che con la logica dell'Incarnazione.
La prima motivazione per evangelizzare è dunque l’amore di Gesù che abbiamo ricevuto, l’esperienza di essere salvati da Lui che ci spinge ad amarlo sempre di più. Però, che amore è quello che non sente la necessità di parlare della persona amata, di presentarla, di farla conoscere? Se non proviamo l’intenso desiderio di comunicarlo, abbiamo bisogno di soffermarci in preghiera per chiedere a Lui che torni ad affascinarci. Abbiamo bisogno d’implorare ogni giorno, di chiedere la sua grazia perché apra il nostro cuore freddo e scuota la nostra vita tiepida e superficiale.
A volte perdiamo l’entusiasmo per la missione dimenticando che il Vangelo risponde alle necessità più profonde delle persone, perché tutti siamo stati creati per quello che il Vangelo ci propone: l’amicizia con Gesù e l’amore fraterno. Se uno non lo scopre presente nel cuore, presto perde l’entusiasmo e smette di essere sicuro di ciò che trasmette, gli manca la forza e la passione. E una persona che non è convinta, entusiasta, sicura, innamorata, non convince nessuno.
La missione è una passione per Gesù ma, al tempo stesso, è una passione per il suo popolo, per la nostra comunità.
Don Andrea