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VISITA DI PAPA FRANCESCO
Papa
Francesco, il vescovo di Roma venuto “quasi dalla fine del mondo”,
viene a visitare le terre ambrosiane. Si tratta di un grande dono,
espressione dell’affetto che il Santo Padre nutre per la nostra
gente. Egli viene come vescovo di Roma, cioè come colui che
“presiede alla carità” di tutte le Chiese, per rinnovare i
legami che ci uniscono alla Chiesa tutta e confermarci nella fede
come figli e fratelli. Saremo così incoraggiati e spronati a essere
“discepoli missionari” nella testimonianza della nostra fede
recuperando le linee programmatiche del pontificato di Francesco per
la trasformazione missionaria della Chiesa, le quali si raccolgono in
un’idea forza: il volto misericordioso della Chiesa come annuncio
vivente della salvezza di Dio. Una Chiesa “umile, beata e
disinteressata”, protesa verso il mondo nello slancio missionario;
Chiesa “in uscita” che svela la verità di se stessa facendosi
carico con amore generoso del desiderio di vita dell’intera
umanità, spesso dolorosamente ferita dal male; una Chiesa che
proprio per queste caratteristiche pone al centro i poveri, da cui
imparare lo stesso farsi povero di Gesù e da cui farsi richiamare al
primato della carità.
In
questa prospettiva, sono chiamate a iscriversi, sempre più
chiaramente, le priorità pastorali che la nostra diocesi ha maturato
in questi ultimi anni: anzitutto l’invito a incarnare i tratti
essenziali della comunità degli apostoli: l’ascolto della Parola
di Dio, esperienza viva della preghiera, la vita sacramentale, la
comunione fraterna, la costante dimensione missionaria (At 2,42-47);
poi l’esigenza di crescere nella educazione al pensiero di Cristo,
raccogliendo la sfida posta dalla cultura corrente; quindi, ancora,
il perseguire come forma di reale comunione all’interno della
Chiesa e come via di evangelizzazione l’obiettivo della
“pluriformità nell’unità”; e, infine, l’impegnarsi a
realizzare una vera “comunità educante” per la crescita nella
fede delle nuove generazioni.
“Essere
Chiesa – scrive
papa Francesco –
significa essere popolo di Dio, in accordo con il grande progetto
d’amore del Padre. Questo implica essere il fermento di Dio in
mezzo all’umanità. Vuol dire annunciare e portare la salvezza di
Dio in questo nostro mondo, che spesso si perde, che ha bisogno di
avere risposte che incoraggino, che diano speranza, che diano nuovo
vigore nel cammino. La Chiesa dev’essere il luogo della
misericordia gratuita, dove tutti possano sentirsi accolti, amati,
perdonati e incoraggiati a vivere secondo la vita buona del Vangelo”.
Don
Andrea