venerdì 24 febbraio 2017

INSIEME n° 251 - 26 febbraio 2017 - anno 6° dall'entrata nella nuova Chiesa



Il messaggio del papa per la quaresima
Nel Messaggio per la Quaresima, Papa Francesco prende spunto dalla parabola dell'uomo ricco e del povero Lazzaro per ricordare che l'altro "non è mai un ingombro" e mettere in guardia dal denaro come "idolo tirannico", che "può asservire noi e il mondo intero ad una logica egoistica". L'antidoto: l'ascolto della Parola, che "ci aiuta ad aprire gli occhi per accogliere la vita ed amarla".
Da una parte la “corruzione del peccato”, che si veste di porpora e di bisso ed è dominata da un “idolo tirannico”, che “può arrivare a dominarci”: il denaro. Dall’altra il volto dell’altro, che è sempre “un dono” e mai “un fastidioso ingombro”, anche quando bussa alla nostra porta. È l’affresco tracciato da Papa Francesco nel Messaggio per la Quaresima – dal titolo “La Parola è un dono. L’altro è un dono” . Al centro del messaggio la parabola dell’uomo ricco – senza nome – e del povero Lazzaro, che ha “tratti precisi” e una “storia personale”: “Ci aiuta ad aprire gli occhi per accogliere la vita ed amarla”, anche quando si presenta sotto le mentite spoglie di “un rifiuto umano”.
“Lazzaro ci insegna che l’altro è un dono”, scrive Francesco, spiegando che “la giusta relazione con le persone consiste nel riconoscerne con gratitudine il valore”.
“Anche il povero alla porta del ricco non è un fastidioso ingombro, ma un appello a convertirsi e a cambiare vita”, e la Quaresima può essere “un tempo propizio per aprire la porta ad ogni bisognoso e riconoscere in lui o in lei il volto di Cristo”. “Ognuno di noi ne incontra sul proprio cammino”, osserva il Papa con sano realismo: “Ogni vita che ci viene incontro è un dono e merita accoglienza, rispetto, amore”, e “la Parola di Dio ci aiuta ad aprire gli occhi per accogliere la vita e amarla, soprattutto quando è debole”.
“Il vero problema del ricco, la radice dei suoi mali è il non prestare ascolto alla parola di Dio”, che porta “a non amare più Dio e quindi a disprezzare il prossimo”. È la conclusione del messaggio, dai toni ancora una volta netti:
“Chiudere il cuore al dono di Dio che parla ha come conseguenza il chiudere il cuore al dono del fratello”.
Don Andrea