venerdì 13 gennaio 2017

INSIEME n° 245 - 15 gennaio 2017 - anno 6° dall'entrata nella nuova Chiesa

LA TERZA EPIFANIA

Dopo aver incontrato l’epifania dei magi e quella del Battesimo eccoci all’epifania della gioia alle nozze di Cana … la gioia del Vangelo.
Ci sono due parabolette molto utili in proposito: "Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un cam­po; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra" (Mt 13, 44-46).
La gioia del Vangelo è come la gioia di chi, avendo trovato il tesoro, impazzisce dalla felicità, va in giro, vende tutti i suoi beni, magari li svende, pur di com­prare il campo che lo contiene. La gente lo ritiene mat­to, ma quell'uomo sa benissimo dove vuole arrivare e non gli importa niente di ciò che dicono di lui. Le parole e i giudizi degli altri non lo toccano, perché sa che il tesoro trovato vale più di tutto il resto.
Anche il mercante che ha trovato la perla preziosa vende ogni cosa e la gente pensa che voglia cambiare mestiere, che sia fuori di sé. Ma lui sa che quando avrà la perla bellissima avrà un bene assai più grande di tut­te le altre perle messe assieme e, se vuole, potrà anzi ricomprarle tutte.
La gioia del Vangelo è propria di chi, avendo trovato la pienezza della vita, è sciolto, libero, disinvolto, non timoroso, non impacciato. Ora, credete forse che chi ha trovato la perla preziosa, si metterà a disprezzare tutte le altre perle?
Assolutamente no! Chi ha trovato la perla preziosa diventa capace di collocare le altre in una scala di valori giusta, di relativizzarle, di giudicarle in relazione alla perla più bella. E lo fa con estrema semplicità perché, avendo come pietra di paragone quella preziosa, sa me­glio comprendere il valore anche delle altre.
Chi ha trovato il tesoro non disprezza il resto, non teme di entrare in commercio con coloro che hanno al­tri tesori, perché è ormai in grado di attribuire l'esatto valore a ogni cosa.
A chi ha la gioia del Vangelo, a chi ha la perla preziosa, il tesoro, sarà data la ca­pacità di dialogare senza timidità, senza tristezza, sen­za reticenze, anzi con gioia, proprio perché conoscerà il valore di ogni altra cosa.
La gioia del Vangelo è Gesù crocifisso che riempie la nostra vita, per­donando i nostri peccati, dandoci il segno del suo amo­re infinito, riempiendoci giorno e notte della sua letizia profonda.
La gioia di Cana è Maria che invade il nostro cuore con la sua tenerezza, con la sua bontà, con la sua com­passione, con la sua misericordia.
Quando noi manchiamo di scioltezza, quando siamo spaventati, pigri, timorosi, affannati per il futuro della Chiesa e della nostra comunità, vuol dire che non ab­biamo la gioia del Vangelo ma soltanto qualche ombra, qualche eco lontana, intellettuale, astratta del Vangelo. Perché - sottolinea san Paolo - il Vangelo non è dot­trina, teoria, ma " forza di Dio per la salvezza di chiun­que crede ". Accogliere il Vangelo è accoglierne la forza.

Don Andrea