LA
TERZA EPIFANIA
Dopo
aver incontrato l’epifania dei magi e quella del Battesimo eccoci
all’epifania della gioia alle nozze di Cana … la gioia del
Vangelo.
Ci
sono due parabolette molto utili in proposito: "Il regno
dei cieli è simile a un tesoro
nascosto
in un campo;
un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno
di gioia,
vende
tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in
cerca di perle preziose; trovata una perla
di grande valore,
va,
vende tutti i suoi averi e la compra" (Mt
13, 44-46).
La
gioia del Vangelo è come la gioia di chi, avendo trovato
il tesoro, impazzisce dalla felicità, va in giro, vende tutti i suoi
beni, magari li svende, pur di comprare
il campo che lo contiene. La gente lo ritiene matto,
ma quell'uomo sa benissimo dove vuole arrivare e non
gli importa niente di ciò che dicono di lui. Le parole
e i giudizi degli altri non lo toccano, perché sa che il
tesoro trovato vale più di tutto il resto.
Anche
il mercante che ha trovato la perla preziosa vende
ogni cosa e la gente pensa che voglia cambiare mestiere,
che sia fuori di sé. Ma lui sa che quando avrà la perla bellissima
avrà un bene assai più grande di tutte
le altre perle messe assieme e, se vuole, potrà anzi ricomprarle
tutte.
La
gioia del Vangelo è propria di chi, avendo trovato la
pienezza della vita, è sciolto, libero, disinvolto, non timoroso,
non impacciato. Ora, credete forse che chi ha
trovato la perla preziosa, si metterà a disprezzare tutte le
altre perle?
Assolutamente
no! Chi ha trovato la perla preziosa diventa
capace di collocare le altre in una scala di valori giusta,
di relativizzarle, di giudicarle in relazione alla perla
più bella. E lo fa con estrema semplicità perché, avendo come
pietra di paragone quella preziosa, sa meglio
comprendere il valore anche delle altre.
Chi
ha trovato il tesoro non disprezza il resto, non teme
di entrare in commercio con coloro che hanno altri tesori,
perché è ormai in grado di attribuire l'esatto valore
a ogni cosa.
A
chi ha la gioia del Vangelo, a chi
ha la perla preziosa, il tesoro,
sarà data la capacità
di dialogare senza timidità, senza tristezza, senza reticenze,
anzi con gioia, proprio perché conoscerà il
valore di ogni altra cosa.
La
gioia del Vangelo
è Gesù crocifisso che riempie la nostra vita, perdonando
i nostri peccati, dandoci il segno del suo amore
infinito, riempiendoci giorno e notte della sua letizia profonda.
La
gioia di Cana è Maria che invade il nostro cuore con
la sua tenerezza, con la sua bontà, con la sua compassione,
con la sua misericordia.
Quando
noi manchiamo di scioltezza, quando siamo spaventati,
pigri, timorosi, affannati per il futuro della Chiesa e della nostra
comunità, vuol dire che non abbiamo
la gioia del Vangelo ma soltanto qualche ombra, qualche
eco lontana, intellettuale, astratta del Vangelo. Perché
- sottolinea san Paolo - il Vangelo non è dottrina,
teoria, ma " forza di Dio per la salvezza di chiunque
crede ". Accogliere il Vangelo è accoglierne la forza.
Don
Andrea