sabato 7 gennaio 2017

INSIEME n° 244 - 8 gennaio 2017 - anno 6° dall'entrata nella nuova Chiesa

IL BATTESIMO DI GESÙ

La festa del battesimo di Gesù ci porta a riscoprire il primo grande dono della nostra vita di fede e soprattutto a domandarci quando nella nostra vita sperimentiamo di camminare in una vita nuova.

Suggerisco quattro piste di rilessione:

1. Ogni volta che dico a Dio: ‘Padre’, che lo chiamo ‘Padre’ – in concreto ogni volta che recito il ‘Padre nostro’ -, e lo dico con il cuore, con coscienza, sperimento il mio Battesimo come l’essere figlio amato dal Padre, sperimento che Dio mi ama, mi chiama per nome, mi fa suo figlio con amore infinito. Quando invoco Dio come ‘Padre’ attualizzo, professo, vivo il mio Battesimo.

2. Ogni volta che scelgo secondo Gesù Cristo nelle realtà quotidiane, ogni volta che scelgo da cristiano, è nella forza del mio Battesimo. Dunque, in ogni scelta etica, morale, libera, seria, secondo Gesù Cristo, vivo ed attualizzo il mio Battesimo.

3. Quando trovo la forza di seppellire il passato e di guardare avanti, lo posso fare solo radicandomi nel mio battesimo: è questo Sacramento che mi dà la forza. Fratel Roger, fondatore delle Comunità di Taizè scrive: «..tutto il tuo passato, perfino l’istante appena trascorso, è già sepolto, sommerso con Cristo nell’acqua del tuo Battesimo. Non volgere lo sguardo indietro; rinuncia a guardare indietro. Se la tua immaginazione ti presenta l’immagine distruttrice del passato, sappi che Dio non ne tiene più conto, e questo anzitutto in grazia del Battesimo e poi in grazia del sacramento della Penitenza, che rinnova in noi la prima grazia di purificazione». Quindi, ogni volta che trovo la forza di seppellire il mio passato e di guardare avanti, attualizzo il mio Battesimo.
4. «Siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo» (1 Cor 12, 13). Quando viviamo la comunione nella Chiesa, la solidarietà con i fratelli battezzati, nella certezza che tale legame di solidarietà che ci fa fratelli e figli di Dio è superiore ad ogni legame etnico, civile, parentale, e che per esso siamo pronti anche a dare la vita come i martiri di ieri e di oggi, noi proclamiamo il Battesimo, confessiamo la sua forza aggregante, che fa di tutti i cristiani un solo corpo con Gesù. È in virtù di questa forza che, come membri di una comunità parrocchiale, possiamo essere tutti uniti, concordi, pronti ciascuno a sacrificare qualcosa di sé per il servizio degli altri e per il bene comune della comunità. Quando c’è questo ci troviamo davanti a un effetto del Battesimo: il Battesimo fa di uomini e donne di diversa provenienza, origini, carattere, cultura, una sola famiglia. Quindi: il Battesimo è l’essere amato adesso dal Padre, l’essere fatto ad immagine del suo Figlio Gesù, l’essere capace di operare scelte secondo il Vangelo, l’avere forza per seppellire il mio passato colpevole e guardare avanti, il sentirmi membro vivo di una comunità per la quale mi sacrifico volentieri.
Don Andrea