TI FARÒ POSTO SIGNORE
Si, signore, questo è un
albergo di gran lusso, lo segnalano tutte le guide turistiche, è
fatto per gente che non bada a spese: il nostro personale è scelto con gran cura, siamo tutti molto gentili e attenti alle esigenze
dei nostri clienti. Perciò lei comprende: non possiamo prendere gente senza
prenotazione; e poi sarebbe un disturbo per tutti se
sua moglie partorisse nel cuore della notte.
Non c'è posto, signore,
non insista per favore!
Non c'era posto per loro nell'albergo.
No, guardi,
signore, questo è un locale
riservato: possono
entrare solo i soci.
Noi non amiamo le sorprese, stiamo bene tra noi, ci comprendiamo al primo sguardo e siamo sempre pronti ad aiutarci. Non
siamo come gli altri, la gente
grossolana che pensa solo a se stessa, la gente ignorante che crede a tutte le panzane, la gente indaffarata che
non ha mai tempo per niente.
Siamo
un gruppo organizzato, ci troviamo qui per discorsi di un certo livello, molti di noi sono
specialisti. Perciò lei comprende:
non possiamo accogliere gli estranei, le assicuro: si troverebbe a disagio tra
noi.
Non è posto
per lei, signore, la prego: non insista!
Non c'era posto per loro nell'albergo.
Abbiamo lavorato abbastanza, lo vede
anche lei che siamo stanchi, signore. Abbiamo guadagnato quanto basta noi stiamo bene così: non fa parte delle nostre abitudini e tradizioni,
d'esagerare. Noi non siamo avidi, non
abbiamo ambizioni. Non ci conviene, non
abbiamo voglia di aprire ancora la casa e di accogliere altra gente. Non
ci chieda altre fatiche, signore, abbiamo lavorato abbastanza.
Non c'era posto per loro nell'albergo.
La mia porta s'è aperta perché lei ha bussato, signore: questo non è un albergo, è la
povera dimora di gente da nulla. Proprio per
questo l'accolgo: perché lei è entrato con
la sua sposa e la sua attesa; proprio per questo c'è posto: perché ne ha
bisogno il bambino che nasce, proprio per
questo saprò offrire quello che serve: perché me l'ha chiesto.
Scusi il disordine, ma la mia attesa non s'è
affaticata in preparativi; era piuttosto una
speranza e una domanda: «Potrò io...?».
E ora, poiché ha bussato,
poiché è entrato, mi sento dire: «Sì, tu puoi: quello che serve non è
di essere preparati in ogni cosa, ma di essere pronto a offrire tutto. Tu puoi:
quello che serve non è di essere capace di tutto, ma di essere come il grappolo
che si lascia spremere, perché ne venga allegrezza al cuore dell'uomo: oggi
devo fermarmi a casa tua! (Lc 19, 5)».
Così sia Natale, un buon Natale,
perché «il Signore sta alla porta e bussa:
se qualcuno ascolta la sua voce e gli apre la porta,
lui stesso verrà» (Ap 3,
20).
Don Andrea