giovedì 17 novembre 2016

INSIEME n° 237 - 13 novembre 2016 - anno 6° dall'entrata nella nuova Chiesa



ATTENDERE

Come è possibile farsi sorprendere da qualcosa che si conosce bene e si attende? 
Una sorpresa, in genere, è qualcosa che si riceve in modo “inaspettato” e che non fa effetto se si sa già come e dove deve avvenire. Un'autentica sorpresa sarebbe se il 28 luglio tutti si svegliassero e quel giorno, di colpo,… fosse Natale!!!
Il nostro è un Dio che ama rivelarsi nel senso di svelarsi (= togliere il velo) ma anche nel senso di fare sorprese (rimettersi il velo). Tutta la Bibbia infatti è ricca di persone che si stupiscono, gioiscono o si arrabbiano per come Lui si presenta e agisce nella loro storia. 

Ma quanti, anche oggi, non si fanno sorprendere per niente, perché conoscono già tutto: sanno come gira il mondo, che l’ingiustizia la fa da padrone e che Dio non interviene nelle difficoltà e nell’assurdo dell’esistenza. Queste persone, avendo deciso “loro” come deve essere Dio… non sanno riconoscerlo.

L’Avvento vuole aiutarci a tendere l’orecchio, ad aprire gli occhi in cerca dei segni della presenza di Dio. È un tendere verso Dio … un attendere la sua venuta. 
Dio sorprende quando può agire, cioè quando, grazie alla nostra attesa partecipata, la sua iniziativa trova accoglienza. A noi allora il compito di costruire le condizioni perché Dio si renda presente … in modo sorprendente!
E allora accogliamo con gioia la venuta di questo bambino, sorpresa assoluta per chi ha il cuore umile capace di riconoscere la piccolezza di Dio. Non a caso il Dio bambino è riconosciuto dagli ultimi, dagli esclusi dai semplici, da chi è piccolo.
Significativo sarà in questo avvento per la nostra comunità mettere al centro e riscoprire il primo dono … ricevuto da piccoli … quello del nostro battesimo: la nostra nascita alla luce e alla speranza.
Un tempo di avvento per rinascere dall’alto!

Don Andrea