ATTENDERE
Come è possibile farsi sorprendere da qualcosa che si conosce bene e si
attende?
Una sorpresa, in genere, è qualcosa che si riceve in modo “inaspettato”
e che non fa effetto se si sa già come e dove deve avvenire. Un'autentica
sorpresa sarebbe se il 28 luglio tutti si svegliassero e quel giorno, di
colpo,… fosse Natale!!!
Il nostro è un Dio che ama rivelarsi nel senso di svelarsi (= togliere
il velo) ma anche nel senso di fare sorprese (rimettersi il velo). Tutta la
Bibbia infatti è ricca di persone che si stupiscono, gioiscono o si arrabbiano
per come Lui si presenta e agisce nella loro storia.
Ma quanti, anche oggi, non si fanno sorprendere per niente, perché conoscono già tutto: sanno come gira il mondo, che l’ingiustizia la fa da padrone e che Dio non interviene nelle difficoltà e nell’assurdo dell’esistenza. Queste persone, avendo deciso “loro” come deve essere Dio… non sanno riconoscerlo.
L’Avvento vuole aiutarci a tendere l’orecchio, ad aprire gli occhi in cerca dei segni della presenza di Dio. È un tendere verso Dio … un attendere la sua venuta.
Dio sorprende quando può agire, cioè quando, grazie alla nostra attesa
partecipata, la sua iniziativa trova accoglienza. A noi allora il compito di
costruire le condizioni perché Dio si renda presente … in modo sorprendente!
E allora accogliamo con
gioia la venuta di questo bambino, sorpresa assoluta per chi ha il cuore umile
capace di riconoscere la piccolezza di Dio. Non a caso il Dio bambino è
riconosciuto dagli ultimi, dagli esclusi dai semplici, da chi è piccolo.
Significativo sarà in
questo avvento per la nostra comunità mettere al centro e riscoprire il primo
dono … ricevuto da piccoli … quello del nostro battesimo: la nostra nascita
alla luce e alla speranza.
Un tempo di avvento per
rinascere dall’alto!