MARIA,
SPERANZA E AURORA DI SALVEZZA DEL MONDO INTERO
È il titolo della lettera che l'Arcivescovo ha scritto all'inizio del nuovo
anno pastorale nella festa di Maria nascente.
Prima ancora di entrare nel contenuto della lettera credo che già il titolo
sia un bell'augurio per l'anno che inizia: quello di trovare in Maria la
speranza e l'inizio di una nuova vita, per ciascuno di noi, per la nostra
comunità e per il mondo intero.
Perché Maria è aurora e speranza di salvezza?
Perché in lei si riflette l'immagine della bellezza della creatura così
come Dio l'aveva pensata fin dall'origine; è la bellezza della creatura non
ancora toccata dal peccato; è la bellezza della creatura "liberata" dal
peccato per mezzo del battesimo; è la bellezza della creatura così come si
manifesterà pienamente alla fine dei tempi quando tutti saremo chiamati a
tornare alla casa del Padre.
È bello, perciò, iniziare questo nuovo anno guardando a Maria:
lei è l'immagine della bellezza che anche a noi è donata. Ed è bello iniziare
questo nuovo anno affidando a lei il cammino della nostra
comunità.
È bello specchiarci in lei per raccogliere anche noi qualche riflesso della
sua bellezza.
È bello seguire Maria nel cammino che iniziamo anche in questo nuovo anno,
chiedendo a Lei il dono di "custodire", proprio come lei ha fatto,
quella bellezza originaria che è stata iscritta nella nostra vita e nel nostro
cuore fin dal giorno del nostro Battesimo.
Iniziamo, dunque, il cammino di questo nuovo anno lasciandoci illuminare
dalla bellezza della Vergine Maria, pronti ogni giorno a rinascere per rendere
più bella e più vera la nostra vita e la vita della nostra comunità.
In concreto la lettera pastorale è un invito rivolto quest’anno
ai fedeli a continuare sulla strada già segnata, quell’«educarsi al pensiero di Cristo»
che il nostro arcivescovo ci propone ancora una volta come centrale nella vita
di fede: «Dio è sempre all’opera tra i
suoi, interviene nella storia, si fa incontrare nella realtà, quindi anche a
ciascuno di noi».
Le linee guida sono:
L’ascolto
della Parola di Dio, l’attenzione
alla catechesi, l’impegno nella carità,
dove l’uomo fa i conti con la sofferenza,
la cura nell’educazione,
perché il grande dramma della nostra pratica cristiana è la separazione tra la
fede e la vita; infine, l’apertura
al mondo e la proposta del messaggio cristiano
anche e proprio nella nostra società plurale. L’invito a guardare
a Maria è allo
tempo un messaggio di speranza e la proposta di un esempio per la nostra vita
di fede. È lei, infatti, la prima custode della parola che Gesù ci rivolge.