Carissimo don Zaccaria sono passati sei anni da
quel settembre 2010 in cui ti sei affacciato alle porte del nostro santuario, la chiesa parrocchiale da
lì a poco sarebbe stata la “nuova casa” della comunità.
E come vedi, la comunità la abita: siamo qui!
Ora é il momento dei saluti, dei ringraziamenti,
delle commoventi parole e, perché no, di qualche lacrima.
Sei pronto? E voi?
In mezzo a noi sei stato un “missionario senza
battello”, come ami definirti usando le parole di Madeleine Delbrêl, per
costituire il tramite vivo attraverso il quale l’amore di Dio può raggiungere
ogni uomo, in gesti semplici e quotidiani.
Gesti semplici e quotidiani sono il tuo
“passpartout”...con cui sei entrato lentamente nel cuore di ognuno.
Hai camminato, e anche corso, lungo le strade del
nostro quartiere, hai visitato le nostre case, i nostri malati.
Hai portato una parola “buona” e l’abbraccio del
Padre ad ognuno, donandolo a chi si é lasciato avvicinare e lo ha accolto.
Non ti sei tirato indietro quando le difficoltà
hanno visitato le nostre case e sei diventato, discreto ma tenace, compagno di
viaggio. Ti sei seduto vicino, a volte in disparte, e hai condiviso con noi
anche le lacrime.
Non sono mancate le parole “tuonanti” che ci
hanno scosso e a volte si sono colorate di sfumature accese ma che sono sempre
sfociate in un incontro, in un “andare incontro”.
Hai testimoniato con gioia l’essere discepolo
prima con i gesti e poi con le parole: hai pregato con noi, per noi. Hai
amministrato i sacramenti condividendo con ognuno di noi, e con tutta la comunità,
la gioia del battesimo, della prima comunione, della riconciliazione, e degli
altri sacramenti.
Hai condiviso con noi il pane...e non solo!
Perché c’é un tempo per fare, c’é un tempo per pregare ma c’é anche un tempo
per stare insieme e fare festa.
Ora, ahimè, é il tempo di lasciarti andare...
Il nostro grazie, ed anche il nostro augurio per
le nuove strade che ti aspettano, lo affidiamo alle parole di Madeleine Delbrêl
in “Noi delle strade”:
«Ci sono luoghi in cui soffia lo Spirito, ma c’è uno Spirito che soffia in tutti i luoghi. C’è gente che Dio prende e mette da parte. Ce ne sono altre che
egli lascia nella massa, che non “ritira dal mondo”... Noi, gente delle strade,
crediamo con tutte le nostre forze che questa strada, che questo mondo dove Dio
ci ha messi sia per noi il luogo della nostra santità. Noi crediamo che non ci
manchi niente di necessario, perché se questo necessario mancasse, Dio ce lo avrebbe
già dato».
Ciao don!