venerdì 30 settembre 2016

INSIEME n° 231 - 2 ottobre 2016 - anno 6° dall'entrata nella nuova Chiesa




IL MANDATO EDUCATIVO

Vorrei riprendere brevemente il senso della festa appena celebrata domenica scorsa: l’inizio delle attività del nostro oratorio e il mandato ai nostri educatori.
Per fare questo ritengo opportuno chiarificare il perché dell’esistenza in una parrocchia dello spazio oratorio dando voce alla nota pastorale della CEI sugli oratori dal titolo estremamente significativo “il laboratorio dei talenti”. Sarebbe bello che all’interno della nostra comunità si ritornasse a riflettere sul fare oratorio e sull’essere oratorio.
L’oratorio, in quanto espressione educativa della comunità ecclesiale, condivide con essa il desiderio e l’urgenza della missione evangelizzatrice, che consiste nel realizzare l’annuncio e la trasmissione del Vangelo e insieme annunciare il Signore Gesù con parole e azioni, cioè farsi strumento della sua presenza e azione nel mondo. Nel compiere tale missione l’oratorio ha un suo modo specifico che si caratterizza nello stile e nel metodo, assumendo forme e attività adeguate alle esigenze e ai cammini sia del singolo che dei gruppi: esso «accompagna nella crescita umana e spirituale» inserendosi nel ritmo quotidiano delle persone e della comunità civile e proponendo iniziative, percorsi, esperienze, relazioni e contenuti che, in modo esplicito o implicito, vogliono favorire l’incontro con il Signore Gesù e con il suo dono di vita buona. Per questo l’oratorio si configura come un variegato e permanente laboratorio di interazione tra fede e vita.
Tali percorsi, nella loro diversità e ricchezza, si caratterizzano per uno specifico stile di evangelizzazione, possibile e tanto più efficace quanto più attua le seguenti condizioni:
-          la testimonianza di fede in una concreta comunità cristiana da parte di coloro che animano l’oratorio: passione e competenza educative hanno nella consapevolezza del mandato ecclesiale e nel riferimento a Cristo buon pastore il loro fondamento sorgivo;

-          l’inserimento dei ragazzi e dei giovani in un’esperienza oratoriana che è allo stesso tempo cammino personalizzato e comunitario: l’ambiente nel suo insieme, con la ricchezza di relazioni personali, attività ed esperienze, ne accompagna e illumina la crescita (presenza di molteplici figure adulte, anno liturgico e pastorale, incontri ed attività di gruppo, attività estive, feste patronali, iniziative di carità e di solidarietà …); tuttavia è nel rapporto personale con una guida e nella preghiera che egli viene aiutato a fare sintesi di vita e scelte di futuro in quanto discepolo del Signore;

-          l’accoglienza progettuale del ragazzo e del giovane, rispettati nel loro percorso storico di vita e nei loro interessi espressivi e ricreativi, ma insieme pro-vocati e sollecitati nel loro cammino di crescita e maturazione verso la pienezza di maturità in Cristo, avendo come orizzonte l’inserimento responsabile nella comunità ecclesiale e civile e la propria santificazione;

-          la possibilità di percorsi graduali e differenziati: ragazzi e giovani, pur appartenendo alla medesima fascia di età oppure frequentando le medesime attività scolastiche e oratoriali, hanno esigenze e storie diverse, per cui è opportuno che il dono di vita buona del Vangelo si adatti ad ogni singola persona, incontrando i giovani al punto in cui si trova la loro libertà e accompagnandoli nella loro piena maturazione.

Don Andrea