Cari
amici e care amiche,
con
un bel po' di dispiacere vi scrivo questo editoriale, perché... e' l'ultimo...!
Nel contempo però - proprio perché è l'ultimo - mi viene spontaneo pensare a
questi sei anni di editoriali, ovvero di cammino insieme e non posso che essere
contento... Infatti senza esserci scelti, ne' io voi, ne' voi me, ci siamo
incontrati, conosciuti, voluti bene... E tutto questo "a causa di
Gesù"! E' grazie a Lui che ci siamo voluti bene, proprio come Lui
desidera: "da questo si accorgeranno che siete miei discepoli...". Se
non fossi prete e vostro parroco non ci saremmo potuti volere bene! Se voi non
aveste deciso di diventare cristiani probabilmente non ci saremmo incontrati!
Ora
che il Vescovo mi chiede di cambiare, tutto questo "bene" un po'
"muore", ma non finisce! Proprio come noi: noi siamo destinati a
morire, ma per la fede non finiamo nel nulla! E' quello che ogni prete desidera
per la sua vita: donarla - in un lento martirio, che si chiama anche
testimonianza - fino alla fine. Vedo questo mio andarmene proprio come un modo
per testimoniare che la vita con Gesù e' più forte della morte e nulla, neppure
la morte corporale, "fa finire", tantomeno il parroco che se ne va!
Tutto
questo ha il sapore del Regno di Dio che "è arrivato" (Matteo 4,17):
quel gusto a cui accennava don Gianni, nostro primo parroco di questi
cinquant'anni di vita cristiana nel quartiere di Seggiano, quando venne cinque
anni fa, salutandoci e citando un canto degli anni sessanta, tratto dal Salmo
1: "io sono stato bene in mezzo a voi" diceva.
Anche
io, cari amici e amiche, sono stato bene in mezzo a voi! Grazie!
Ed
è proprio dal salmo 1 - che quel canto di Giombini liberamente traduce - che ho voluto trarre il titolo del nostro
saluto: "Come alberi piantati lungo
il fiume noi aspettiamo la nostra primavera, come alberi piantati lungo il
fiume daremo i nostri frutti".
Il
salmo primo apre tutta la raccolta dei salmi della Bibbia, quelli che Gesù
stesso ha pregato come ebreo e che la Chiesa da subito ha utilizzato per
celebrare la gioia della Resurrezione, pregando i Salmi alla mattina (le lodi)
e alla sera (i vespri). Questo salmo descrive due tipi di persone: quelle che
ascoltano la Parola di Dio (la Legge) e quelli che scelgono diversamente
("saranno come pula che il vento disperde"). E succede proprio così:
infatti noi diventiamo quello che decidiamo di ascoltare, diventiamo quello che
decidiamo di vedere! Addirittura questi ultimi il salmo li chiama "malvagi",
mentre per i primi c'è una beatitudine: beati! Anzi, essi "saranno come alberi piantati lungo il fiume". Allora
ecco due piccole consegne che nel saluto che ci faremo vorrei lasciarvi:
anzitutto non scomunichiamoci dalla beatitudine del salmo! Continuiamo ad
ascoltare la Parola di Gesù! Solo con Essa impariamo a conoscere Dio e a
chiamarLo Padre e a sentire la fraternità, la nuova umanità che Gesù è venuto a
iniziare, quella generata "non da sangue, ne' da volere di carne, ne' da
volere di uomo, ma da Dio" (Giovanni 1,13). Ricordiamoci quante volte in
questi anni ci siamo detti di smettere di parlare di Dio - che non conosciamo,
ne' abbiamo mai visto - e mettiamoci decisamente "ai piedi di Gesù per
ascoltare la sua Parola" (Luca 10,39) e poi timidamente potremo osare
a parlare di Dio, osare a dire
"Padre"! Gesù è Dio, non il contrario! Allora, poi, diventeremo
sempre più come alberi piantati lungo il
fiume, felici e fecondi, come l'albero di cui anche Gesù parla, pensando al
Regno che è in mezzo a noi: un albero che, da seme che era, diventa così
verdeggiante "tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido tra i
suoi rami" (Luca 13,32). Una Comunità così rigogliosa da diventare un
rifugio per tutti coloro che "stanno nelle tenebre e nell'ombra di
morte" (Luca 1,79); così fruttuosa da diventare attraente per tutti quelli
che hanno tante ferite - quanti sono! - ferite nascoste, quelli che si
allontanano per non far vedere le ferite perché hanno vergogna, perché sono
arrabbiati, perché sono delusi da cattivi esempi, anche nostri, da illusioni,
da tradimenti... Una Comunità "come
alberi piantati lungo il fiume": quella, insomma, che conosce la
potenza del Regno che non coincide con il nostro fare, il nostro
"sbatterci", le nostre urgenze... L'efficacia del Vangelo è l'opposto
dell'efficienza mondana: ha più a che fare con le radici dell'albero e la vita
del seme che cresce! Infatti a tirare l'erba non cresce! Solo si strappa!
"Come alberi piantati lungo il fiume aspettiamo la nostra primavera":
essa, come il Signore, non tarderà... (Ap 22,20)
Il vostro parroco don Zaccaria
Don Zaccaria dal 7 settembre è nominato responsabile
della Comunità pastorale San Carlo Borromeo, comprendente la chiesa Sacra Famiglia
in Bettola, la chiesa Madonna Aiuto dei cristiani in Robbiano e Bellaria, la
chiesa San Riccardo in Zelo (con Mirazzano, Castello e Canzo). Risiederà a
Bettola, piazza Paolo VI, 1 – 20068 Peschiera Borromeo.