venerdì 10 giugno 2016

INSIEME n° 224 - 12 giugno 2016 - anno 6° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
abbiamo iniziato l’esperienza estiva dell’oratorio feriale! Alla riunione di presentazione ho illustrato i motivi per i quali noi prediligiamo la dizione “oratorio feriale”: anzitutto perché “oratorio” non identifica solo un luogo e la sua storia, ma soprattutto un progetto, una proposta educativa “feriale”! Si intende sottolineare che, ciò che l’oratorio “fa” in estate, pur essendo una realtà “straordinaria” (perché finisce la scuola e questo accade una volta solo all’anno; perché mette in moto una macchina organizzativa “infernale” per accogliere più di 300 bambini e bambine dalla prima elementare alla terza media), in verità lo fa “normalmente”! Ferialmente, per l’appunto! Ovvero, tutto l’anno, non solo d’estate, l’oratorio svolge la sua azione educativa, con un progetto e con una organizzazione, rivolti alla gioventù. Questa dizione, inoltre, vorrebbe essere anche un richiamo discreto a tante famiglie che “compaiono” solo in questa occasione per la comodità del servizio che facciamo: noi non respingiamo nessuno e speriamo che il nostro fare le “stampelle” apra ad una cammino insieme, un cammino … feriale …
Spendo, però, anche qualche parola  sull’oratorio in quanto tale. La proposta educativa, logicamente, la fa chi c’è adesso, chi lavora sul campo … Questo implica “novità” rispetto al passato e non c’è più posto per nostalgie e visioni “retrò”, se non nelle chiacchierate passatempo … Piuttosto c’è molto posto per la gratitudine e l’ammirazione per chi ha fatto la storia dell’oratorio: siamo sempre nani sulle spalle di giganti! Il luogo “oratorio” deve essere accogliente, ordinato e giocoso: ma non significa “di tutti”, bensì “per tutti”! Un luogo nel quale “tutti”, senza nessuna distinzione, possono accedere, ma nel rispetto delle regole di convivenza civile e della dignità della persona: è per questo che in oratorio c’è un “direttore” dell’oratorio, perché anzitutto questo sia garantito. La convivenza civile e il rispetto della dignità della persona, allora, permettono a questo ambiente di poter fare una azione educativa, una proposta: quella del Vangelo di Gesù a ragazzi, adolescenti e giovani. Non c’è un altro motivo per cui c’è l’oratorio in un quartiere! Si può pensare l’oratorio come possibilità  di aggregazione, come luogo di gioco e svago, di ritrovo per adulti: anche … L’oratorio anzitutto e prima di tutto, però, è l’ambiente per poter fare la proposta educativa della fede alla gioventù: tutto il resto è in più o in funzione di essa.
Può capitare che a volte l’oratorio venga visto a partire da “interessi”, i più svariati: i “no” che si dicono aiutano a garantire questa linea educativa. L’oratorio è “da servire”, non ci si serve dell’oratorio! Ringraziamo le tante persone che lo servono con disinteresse, dispendio di energie, anche economiche, tempo smisurato, passione autentica! Sono persone che condividono il “progetto oratorio” e … si vede! Sono anche quelle persone che per l’oratorio feriale si sono rese disponibili per preparare la mensa e la merenda, pulire i gabinetti e i pavimenti, svuotare i cestini, fare da mangiare, presidiare l’infermeria, i cancelli, la segreteria, il bar, organizzare i laboratori … Grazie! (fine prima parte)