Cari
amici e care amiche,
il 31 maggio, festa liturgica della
Visitazione di Maria ad Elisabetta, conclusione del mese dedicato alla Madre di
Dio, mi è sembrato il momento più adatto per annunciarvi la venuta dell’Arcivescovo di Milano, il Cardinale Angelo Scola in mezzo a noi!
L’ho invitato qualche mese fa a pregare
con noi e per noi, in occasione del cinquantesimo anniversario della
costituzione della nostra Parrocchia e Lui, tra i mille impegni, ha accettato volentieri! Verrà nella nostra festa patronale, sabato 17 settembre, e presiederà
la Pasqua settimanale anticipata, appositamente spostata di orario dalle ore
18.30 alle ore 17.30.
Credo che il modo più giusto per
prepararsi a questo evento straordinario ed eccezionale sia quello di imparare
a prenderci cura della relazione più autorevole della nostra vita, quella con
Gesù e il suo Dio, il Padre. Questo per presentarci al rappresentante di
Pietro, il Vescovo, non come gente che è rimasta battezzata per tradizione, per
cultura, per religione, per inerzia o per sbaglio, perché “altri” hanno deciso!
Desideriamo presentarci al Vescovo come gente che ha scelto di seguire Gesù,
ascoltando la sua Parola. Solo così il Vescovo potrà “confermare” la fede della
nostra Comunità: solo se noi l’abbiamo, “a ragion veduta”, scelta con un minimo di consapevolezza. La nostra
relazione con Gesù passa per la decisione di interrompere tutte le relazioni
quotidiane e le cose da fare, per ascoltare la Sua Parola e poter così, noi
stessi, rivolgere una parola a Lui, il Vivente.
Dunque, intendiamo “preghiera” anzitutto
la nostra personale risposta ad un ascolto “divino”, quello della Parola,
appunto: un ascolto che ha avuto come aiuto il cammino della Lectio divina che
anche quest’anno abbiamo fatto, guardando a Maria. Un ascolto che richiede una
scelta, un metodo semplice, un cuore …
Pregare è mantenere aperta la
relazione con Dio Padre e con Gesù, invocando lo Spirito, “parlando con le Sue
Parole”. Pregare così è abituarci anche a riconoscere di nuovo l’origine della
nostra esistenza e della nostra libertà in un atto d’amore che ci precede e ci
seguirà; abituarci a ricondurre tutto alla Grazia che ci restituisce la verità
di ogni cosa; abituarci alla Presenza del Dio di Gesù che riesce solo così ad
avere a che fare con noi e ad incidere sulla nostra storia di singoli e di
Comunità.
Il
vostro parroco