venerdì 3 giugno 2016

INSIEME n° 223 - 5 giugno 2016 - anno 6° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
il 31 maggio, festa liturgica della Visitazione di Maria ad Elisabetta, conclusione del mese dedicato alla Madre di Dio, mi è sembrato il momento più adatto per annunciarvi la venuta dell’Arcivescovo di Milano, il Cardinale Angelo Scola in mezzo a noi! L’ho invitato  qualche mese fa a pregare con noi e per noi, in occasione del cinquantesimo anniversario della costituzione della nostra Parrocchia e Lui, tra i mille impegni,  ha accettato volentieri! Verrà nella nostra festa patronale, sabato 17 settembre, e presiederà la Pasqua settimanale anticipata, appositamente spostata di orario dalle ore 18.30 alle  ore 17.30.
Credo che il modo più giusto per prepararsi a questo evento straordinario ed eccezionale sia quello di imparare a prenderci cura della relazione più autorevole della nostra vita, quella con Gesù e il suo Dio, il Padre. Questo per presentarci al rappresentante di Pietro, il Vescovo, non come gente che è rimasta battezzata per tradizione, per cultura, per religione, per inerzia o per sbaglio, perché “altri” hanno deciso! Desideriamo presentarci al Vescovo come gente che ha scelto di seguire Gesù, ascoltando la sua Parola. Solo così il Vescovo potrà “confermare” la fede della nostra Comunità: solo se noi l’abbiamo, “a ragion veduta”, scelta  con un minimo di consapevolezza. La nostra relazione con Gesù passa per la decisione di interrompere tutte le relazioni quotidiane e le cose da fare, per ascoltare la Sua Parola e poter così, noi stessi, rivolgere una parola a Lui, il Vivente.
Dunque, intendiamo “preghiera” anzitutto la nostra personale risposta ad un ascolto “divino”, quello della Parola, appunto: un ascolto che ha avuto come aiuto il cammino della Lectio divina che anche quest’anno abbiamo fatto, guardando a Maria. Un ascolto che richiede una scelta, un metodo semplice, un cuore …
Pregare è mantenere aperta la relazione con Dio Padre e con Gesù, invocando lo Spirito, “parlando con le Sue Parole”. Pregare così è abituarci anche a riconoscere di nuovo l’origine della nostra esistenza e della nostra libertà in un atto d’amore che ci precede e ci seguirà; abituarci a ricondurre tutto alla Grazia che ci restituisce la verità di ogni cosa; abituarci alla Presenza del Dio di Gesù che riesce solo così ad avere a che fare con noi e ad incidere sulla nostra storia di singoli e di Comunità.
                        Il vostro parroco