Cari
amici e care amiche,
stiamo terminando il mese di Maggio
che ci ha visti pellegrinare nel nostro quartiere fermandoci a pregare il
Rosario. Questo “viaggio” acquista un valore speciale perché siamo nell’anno
della Misericordia: è per questo che abbiamo chiesto a Maria di “sciogliere i
nodi “, nostri e di tanti nostre fratelli e sorelle, quei nodi che rendono a
volte persin insostenibile il cammino della vita … Spesso infatti ci lasciamo
vincere dai dolori, dalle sconfitte, dalle offese, dalle tristezze … Invece,
guardando a Maria abbiamo pensando che neppure per Lei fu facile il suo “si”:
esso non la riempì di privilegi o scappatoie, anzi, a Lei – disse profetizzando
il vecchio Simeone – “una spada ti trafiggerà l’anima” (Lc 2,35) … Eccome l’ha
trafitta! Lo sguardo a Maria ci ha aiutato anche a comprendere - in questo anno
che ricorda anche il cinquantesimo di costituzione della nostra parrocchia
dedica a Maria! - la “via materna”: è una specie di “metodo”, un “modus
vivendi”, un’arte di vivere una vita “buona” che anche il papa spesso ci
indica. Quante volte in una giornata, almeno io, perdo l’occasione di essere
comprensivo, accogliente, tollerante, morbido, amichevole, affabile … Come
tutte le mamme anche Maria è esperta in difficoltà e pregarla, anzitutto, aiuta
ad evitare i sensi di colpa, quel convincersi che “non valiamo nulla”, che è
inutile impegnarsi “tanto non cambierò mai” o che “non sono capace di fare
nulla di buono”. Poi, proprio pensando che il Figlio di Maria non era un tipo
“facile” da accettare o da starGli dietro, pregare Maria ci rincuora, come
riesce a fare ogni mamma con i figli, di qualsiasi età. Con Lei, allora,
ritroviamo morbidezza nel carattere, dolcezza nell’accogliere, più accettazione
della vita e delle sue - a volte - amare sorprese
Il
vostro parroco