Cari
amici e care amiche,
a volte ci capita di sentir parlare di
spiritualità: è una parola un po’ “magica”, quasi un contenitore di tante
opinioni e tendenze riguardanti il mondo del sacro e del religioso. Dunque, una
parola che normalmente viene usata con poca precisione, ma necessaria, sempre …
Penso che parlare di “spiritualità”
significhi anzitutto e primariamente parlare di una persona precisa, di un
“uomo spirituale”, di una “donna spirituale”, ovvero “nati dallo Spirito” (Gv 3), che vivono secondo lo Spirito (Gal
5,13): non semplicemente “nati”!!! Naturalmente stiamo parlando dello Spirito
di Gesù e del Padre: cioè noi cristiani ci riferiamo unicamente a Gesù, non
genericamente a Dio ... Lo Spirito Santo è il dono che Gesù ci ha fatto nella
sua Pasqua (Gv 19,30; 20,12) per essere capaci di “fare memoria” del suo amore:
è il dono che ci viene trasmesso nel Battesimo e nella Cresima!
Da qui muove tutta la comprensione
della cosiddetta “esperienza spirituale”, propria di quanti diventano “nuovi”
perché nati da questo Spirito, e non da altri “spiriti”!
“Memoria”però non vuol dire ripetizione. Se fosse ripetizione sarebbe come astrarsi dal tempo, dalla
quotidianità! Il cristiano è “memoria di Gesù” qui
e ora, in questo tempo e per questo tempo: la memoria dice la vita nella concretezza del proprio
tempo storico. “Memoria di Gesù” significa, in particolare, “memoria del
Signore Crocifisso Risorto”: nella Pasqua ci è dato lo Spirito (cfr Gv 19,30 e 20,22), che
è Spirito “creatore”, ossia lo Spirito che è
“memoria” senza mai essere ripetizione.
La
ricchezza della Pasqua di Gesù ci raggiunge “liturgicamente”, nella Eucarestia
e nella Pasqua domenicale e - come sanno tutti i nostri chierichetti - nello
svolgersi dei diversi tempi liturgici. Con i diversi colori dei paramenti,
vengono proposte le ricchezze dell’unico “mistero” di Cristo Gesù, il Signore
crocifisso e risorto. Possiamo parlare, allora, di “spiritualità nel tempo (liturgico) di” Pasqua o di Avvento etc. etc. Che bello se al termine di
questo tempo Pasquale, che si conclude con la festa della Pentecoste, ognuno di
noi si sforzasse di individuare quali ricchezze e quali implicazioni della
Pasqua di Gesù “passano” a ciascuno in questo “tempo”, al fine che ciascuno se
ne «appropri», per diventare sempre più, anche così, “memoria” del Signore
Gesù. Che bello anche diventare attenti alle
indicazioni dello Spirito di Gesù affinché ogni “tempo liturgico” possa essere
occasione propizia per diventare sempre più uomini e donne “di fede” ovvero (ed
è lo stesso) uomini e donne “spirituali”.
Il
vostro parroco