venerdì 6 maggio 2016

INSIEME n° 219 - 8 maggio 2016 - anno 6° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
stiamo percorrendo, con 17 coppie, l’itinerario che li porterà a scegliere il matrimonio cristiano. La maggior parte di esse già vive insieme, alcune hanno già bambini: questo è un buon punto di partenza perché esse sanno già cosa significa rompere la logica tremenda del “single” che oggi è quella che “ammazza” tutto, anche la Chiesa! Infatti quando uno vive “da sé” la fede, facilmente sbanda, convincendosi di stare nel giusto, anzi nel “sacrosanto”! Si convince che le sue scelte sono approvate da Dio stesso e le motiva, a suo vantaggio e piacimento, parlando del Signore con il quale ha un rapporto bellissimo: per forza Lui non parla mai! Vivere insieme - nel caso della fede: vivere in Comunità, vivere la Pasqua domenicale -, conduce alla virtù dell’ascolto, all’attitudine di non ritenersi comunque autosufficienti, alla scoperta che l’“io” non è Dio e che esso comprende se stesso solo in relazione ad un “altro”. Nel “corso” cerchiamo di orientare questo buon punto di partenza verso una mèta: il matrimonio cristiano, purtroppo conosciuto non da una esperienza di Chiesa, (magari anche piccola piccola …) ma solo dal sentito dire o dall’assistere a cerimonie ridotte a volte a coreografie dispendiose, bislacche e di cattivo gusto. Pochi sanno che il matrimonio cristiano non è valido se non si crede in Dio, o se si vuole da Lui solo una benedizione. E’ valido infatti  solo se ci si sposa VOLENDO amare come Gesù. Ogni altro discorso di qualsiasi tipo è un di più o un di meno rispetto a “questo”, non altro. Si capisce che qui Dio non c’entra nulla, perché ognuno  ha il suo Dio, ognuno la pensa un po’ come vuole: siamo tutti filosofi quando tiriamo in ballo Dio … Il matrimonio cristiano (lo dice la parola!!!) o ha a che fare con Cristo o diventa altro … Come dice la Chiesa il matrimonio è Sacramento, ovvero luogo di Grazia, luogo in cui posso vivere come Gesù, luogo in cui, con il partner donatomi da Dio, posso vivere un legame per sempre e fecondo, luogo in cui vivo di Grazia e posso dispensare Grazia.
Ci accorgiamo, con le coppie guida, che questo è un punto di arrivo, che non coincide con il termine del percorso fidanzati, ma deve poter andare oltre … Già però vediamo che alcune coppie cominciano ad entrare nella logica della fede che li aiuta  ad approfondire quelle motivazioni che daranno stabilità al loro patto coniugale, che li metteranno al riparo da abbagli e da fallimenti e a preparare con serietà, semplicità e profondità la celebrazione del loro matrimonio. Altre coppie invece si sono arenate concentrandosi troppo sul desiderio di voler sposarsi proprio in quella chiesa lì, piuttosto che sposarsi nella chiesa dove vivono o andranno a vivere; si sfiancano a preoccuparsi troppo degli inviti, i vestiti, la festa e altri dettagli di apparenza; si fissano sul preparare sorprese stravaganti e canti fuori luogo anche in chiesa … Fanno fatica a capire che anche loro potevano, incominciando a guardare a Gesù, essere capaci di una festa sobria e semplice, per mettere l’Amore al di sopra di tutto …
                        Il vostro parroco