venerdì 22 aprile 2016

INSIEME n° 217 - 24 aprile 2016 - anno 6° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
chi si è accostato - o si sta accostando - all’esortazione apostolica di papa Francesco “Amoris laetitia” (La gioia dell’amore), scritta dopo i lavori sinodali sulla famiglia, con la bramosia di scovare qualche soluzione preconfezionata, magari applicabile in tutti i “casi”, potrebbe rimanere deluso …
La delusione potrebbe nascere dal fatto che la prospettiva del papa, a partire dalla quale Egli offre le sue indicazioni, è squisitamente pastorale e non manualistica: nessuno è escluso dalla vita della Chiesa in qualunque situazione di fragilità o di ferita si sia venuto a trovare! Ribadisce poi, né più né meno, la verità e la bellezza del matrimonio indissolubile e nel contempo propone con forza la necessità di un discernimento personalizzato in ogni caso, guidato dal principio della gradualità pastorale. Questo mi sembra un modello di cammino straordinariamente fecondo: un cammino di discernimento! Vuol dire che c’è una strada da fare, un cammino da compiere, un itinerario da progettare, secondo tempi e modi che variano da situazione a situazione. Chi si attendeva una risposta alla domanda: “cià, allora, la comunione la posso fare sì o no?” si taglia fuori da se stesso da un cammino che ci attende, con tante famiglie, con la Chiesa, con i pastori, con il papa … Infatti i mass media, a cui sicuramente non interessa la parola “cammino”, si sono gettati subito sul capitolo ottavo riguardante le situazioni di fragilità: e gli altri prima e dopo? Non sono una cornice, ma con quel linguaggio sapienziale di cui il papa è capace, riflette sulla bellezza del disegno di Dio dove l’indissolubilità non è un peso, ma l’esigenza iscritta nell’amore che è tale quando è “per sempre” (cfr 123). E al numero 307 dice: “Per evitare qualsiasi interpretazione deviata, ricordo che in nessun modo la Chiesa deve rinunciare a proporre l’ideale pieno del matrimonio, il progetto di Dio in tutta la sua grandezza”.
Nel mio piccolo, però, ho la sensazione che molti non sono delusi, nonostante magari “pretendevano”, ad esempio, l’assoluzione avvicinandosi i tempi delle prime Comunioni e delle Cresime: la disponibilità a camminare insieme, con pazienza, sotto la luce della parola del Signore non ha mai deluso chi cerca ristoro, chi cerca sollievo alle proprie ferite …
                        Il vostro parroco