venerdì 8 aprile 2016

INSIEME n° 215 - 10 aprile 2016 - anno 6° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
quando al gruppo famiglie ascoltiamo insieme il Vangelo è un arricchirci a vicenda, io prete, Maria Luisa suora, Simone seminarista e le famiglie che partecipano. Le nostre rispettive vocazioni, infatti, si ritrovano insieme e ci si scopre - alla luce della Parola - “reciproci” nell’unica grande vocazione: amare “come Gesù”.
E’ anche ciò che cerchiamo di comunicare alle coppie che parteciperanno al percorso di preparazione al matrimonio cristiano che inizierà nella nostra parrocchia settimana prossima: ovvero che la vocazione al matrimonio (il Signore che mi chiama ad amarLo nella vita coniugale) la possono scoprire solo quando si impara a conoscere  Gesù. Il desiderio e il fascino dell’amore di Gesù, infatti,  porta a scoprire che la strada del matrimonio può essere “cristiana”, cioè un matrimonio in cui ci si ama “come Gesù”. Quando si ama il partner con lo stile di Gesù allora questo amore “diventa” Sacramento! Gesù, infatti, ha intravisto nell’amore tra un uomo e una donna la possibilità di imitare caratteristiche molto simili all’amore divino e l’ha elevato a Sacramento, a “luogo” della Sua Presenza! Proprio anche di questo siamo arrivati a parlare nell’ultimo incontro delle famiglie: la via per amare Gesù nella famiglia è quella di amare come Gesù il proprio coniuge. E insieme i propri figli. Allora io prete imparo ad amare la Comunità guardando le caratteristiche di dedizione, di fedeltà, di sacrificio di una coppia; e, di contro, una coppia è sorretta, nel proprio cammino, quando guarda a persone consacrate a Gesù nel loro sforzo di donarsi agli altri senza riserve, intuendo l’unicità e l’esemplarità  dell’amore di Gesù. Mentre a me prete “Gesù basta”, è Lui “l’amore della mia vita”, per la coppia, invece, l’amore a Gesù “passa” necessariamente anzitutto dal coniuge: sono due vie “diverse”, ma complementari. Guai se un coniuge fuggisse in chiesa per pregare “troppo”, tante Messe, molti rosari! La via cristiana del matrimonio “passa” necessariamente dall’altro, se vuole essere Sacramento! Lì, anzitutto, si ama Gesù e Gesù si rende presente! A volte, invece, il Signore e la Chiesa diventano delle scuse per fuggire dalla propria vocazione matrimoniale o per rifugiarsi estraniandosi, senza affrontare mai i problemi … Viceversa, guai se un prete si desse “troppo” da fare per gli altri e non lo si vedesse mai pregare o stare da solo. La vita del prete “passa” necessariamente dalla solitudine con Gesù, se vuole appartenere a Gesù e servire gli altri! A volte, invece, gli altri e i loro problemi ingombrano in maniera così eccessiva la vita dei consacrati che si ha l’impressione di avere a che fare con degli assistenti sociali …
Il nostro incontro delle famiglie è poi terminato pregando insieme, guardando con fiducia a quel Signore che ci ha chiamato …
                        Il vostro parroco