Cari
amici e care amiche,
quando al gruppo famiglie ascoltiamo
insieme il Vangelo è un arricchirci a vicenda, io prete, Maria Luisa suora,
Simone seminarista e le famiglie che partecipano. Le nostre rispettive
vocazioni, infatti, si ritrovano insieme e ci si scopre - alla luce della
Parola - “reciproci” nell’unica grande vocazione: amare “come Gesù”.
E’ anche ciò che cerchiamo di
comunicare alle coppie che parteciperanno al percorso di preparazione al matrimonio
cristiano che inizierà nella nostra parrocchia settimana prossima: ovvero che
la vocazione al matrimonio (il Signore che mi chiama ad amarLo nella vita coniugale)
la possono scoprire solo quando si impara a conoscere Gesù. Il desiderio e il fascino dell’amore di
Gesù, infatti, porta a scoprire che la
strada del matrimonio può essere “cristiana”, cioè un matrimonio in cui ci si ama
“come Gesù”. Quando si ama il partner con lo stile di Gesù allora questo amore
“diventa” Sacramento! Gesù, infatti, ha intravisto nell’amore tra un uomo e una
donna la possibilità di imitare caratteristiche molto simili all’amore divino e
l’ha elevato a Sacramento, a “luogo” della Sua Presenza! Proprio anche di
questo siamo arrivati a parlare nell’ultimo incontro delle famiglie: la via per
amare Gesù nella famiglia è quella di amare come Gesù il proprio coniuge. E
insieme i propri figli. Allora io prete imparo ad amare la Comunità guardando
le caratteristiche di dedizione, di fedeltà, di sacrificio di una coppia; e, di
contro, una coppia è sorretta, nel proprio cammino, quando guarda a persone consacrate
a Gesù nel loro sforzo di donarsi agli altri senza riserve, intuendo l’unicità e
l’esemplarità dell’amore di Gesù. Mentre
a me prete “Gesù basta”, è Lui “l’amore della mia vita”, per la coppia, invece,
l’amore a Gesù “passa” necessariamente anzitutto dal coniuge: sono due vie
“diverse”, ma complementari. Guai se un coniuge fuggisse in chiesa per pregare
“troppo”, tante Messe, molti rosari! La via cristiana del matrimonio “passa”
necessariamente dall’altro, se vuole essere Sacramento! Lì, anzitutto, si ama
Gesù e Gesù si rende presente! A volte, invece, il Signore e la Chiesa
diventano delle scuse per fuggire dalla propria vocazione matrimoniale o per
rifugiarsi estraniandosi, senza affrontare mai i problemi … Viceversa, guai se
un prete si desse “troppo” da fare per gli altri e non lo si vedesse mai
pregare o stare da solo. La vita del prete “passa” necessariamente dalla
solitudine con Gesù, se vuole appartenere a Gesù e servire gli altri! A volte,
invece, gli altri e i loro problemi ingombrano in maniera così eccessiva la
vita dei consacrati che si ha l’impressione di avere a che fare con degli
assistenti sociali …
Il
nostro incontro delle famiglie è poi terminato pregando insieme, guardando con
fiducia a quel Signore che ci ha chiamato …
Il vostro parroco