Cari
amici e care amiche,
ancora una volta
vi ringrazio per la testimonianza di fede che mi avete regalato durante la
Settimana Santa: molti di voi si sono confessati bene e tanti altri hanno
pregato con forza e intensità. Siete stati “attraenti” e per questo “belli”:
quando ci si avvicina alla Parola di Gesù, quando si riceve la Sua Misericordia,
quando si riceve il Suo Pane, quando si guarda il Crocifisso, davvero si
diventa “belli” e quindi attraenti, proprio come siete stati voi per me.
La settimana prossima
sarà come un’altra settimana santa per la nostra Comunità, perché, con la chiesa
sorella di Limito, andremo in pellegrinaggio a Roma in occasione del Giubileo.
Venerdì 8
aprile avremo anche un incontro che ci introdurrà al senso del pellegrinaggio.
Io, più volte,
vi ho già espresso cosa intendo per pellegrinaggio: la vita, anzi il cammino
del cuore. Questo è per me “pellegrinare”. Il pellegrinaggio, il recarsi in una
località significativa, come ad esempio Roma, se non è legato profondamente al “viaggio
del cuore”, per me, non ha senso. Ecco, ad esempio, come assume grande
importanza, ai miei occhi, il pellegrinare delle benedizioni natalizie! Andare
in un luogo “santo” deve poter avere rilevanza sulla nostra conversione, sul
nostro cambiamento secondo lo Spirito di Gesù, perché deve incidere su quella
lotta tra bene e male che si combatte nei cuori di ciascuno. Questa lotta è
così estenuante, o a volte per alcuni già persa, che si diventa insensibili
molto presto alla verità e all’amore. La Misericordia, invece, quella che
chiediamo in questo pellegrinaggio, è interessante per tutti, credo, perché a
nessuno piace essere definito SOLO per il suo limite, per i suoi peccati, per
le sue sconfitte … Andiamo a chiedere perdono e a chiedere di non stancarci mai
di chiederlo, per scoprire con rinnovata meraviglia che il Signore non si
stanca mai di offrirlo …
Il vostro parroco