venerdì 12 febbraio 2016

INSIEME n° 207 - 14 febbraio 2016 - anno 5° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
iniziamo la Quaresima dell’anno giubilare che deve poter essere speciale! Prendiamo il foglio che illustra le varie proposte e scegliamo “ora”: domani è già troppo tardi! Come la famosa dieta, sempre desiderata, ma mai iniziata o, iniziata, e poi andata a “ramengo”!
Spesso ci riteniamo “già pronti”, senza prepararci, senza “riscaldarci”, senza “fare anticamera”: un po’ in tutti i campi, anche nella fede, nella preghiera, nella partecipazione alla Pasqua domenicale … Non è mai così! Perché abbiamo bisogno di convertirci: questa è la verità che ci richiama la Quaresima. Diventare nuovi! Noi, invece, ci riteniamo dei piccoli “padreterni” nel nostro ambiente, tra i nostri amici, qualcuno anche in quartiere e nella società: con quel vantarsi delle cose che si fanno o che si sono fatte, ostentando bravura. Non sentiamo di dover cambiare, di dover “essere salvati”: questo è il dramma che impedisce perfino a Dio di incontrarci. La riprova, di questa nostra radicale incapacità a non percepire di dover essere salvati, è che pochi si accorgono di quello che NON fanno, le omissioni, che spesso sono peccati molto seri e molto gravi, proprio perché facciamo fatica a vederli o decidiamo che non sono peccati (che si fa prima!). Camminare nella Quaresima, invece, ci fa dire: “dovrei essere così …”; “dovrei diventare così …”; “la Parola di Gesù mi sta spingendo a cambiare in questa cosa …” …
Convertirsi, allora, significa considerare che cosa faccio già, ma dovrei fare meglio? Che cosa non faccio ancora che invece dovrei fare? Che cosa faccio poco e capisco che dovrei fare di più? Altrimenti il rischio è quello di fare sempre le stesse cose senza motivarle: tanti matrimoni vanno a rotoli proprio perché non ci si ferma mai, o troppo poco, o raramente, a considerare il cammino, cioè dove si sta andando e PERCHE’ si sta andando proprio in una certa direzione … Quando si fanno le cose senza motivarle, poi ad un certo punto si fanno sempre di meno e poi non si fanno più … Ma, chissà perché, a noi, a volte, piace andare avanti così, come abbiamo sempre fatto … Speriamo, allora, in un’altra Quaresima …
                        Il vostro parroco