venerdì 22 gennaio 2016

INSIEME n° 204 - 24 gennaio 2016 - anno 5° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
ci prepariamo a celebrare gli anniversari di Matrimonio nella nostra Comunità ed è bello che tante coppie abbiano capito il valore di ricordare ogni anno il proprio anniversario, senza aspettare i numeri “tondi” o classici, che pur hanno il loro fascino. Così come è bello che altre coppie siano contente di festeggiare i numeri “alti” nella Comunità e non solo privatamente.
Durante il percorso in preparazione al Matrimonio cristiano, i futuri sposi apprendono che sono proprio loro ad essere ministri del Sacramento! In forza del loro Battesimo, infatti, si scambiano il consenso che il sacerdote semplicemente “ratifica”: essi stessi sono segno di quel Sacramento che i nubendi - mediante un atto libero e consapevole - pongono in essere! Negli altri Sacramenti il soggetto che riceve il Sacramento è distinto dal ministro e dal segno del Sacramento: ad esempio, nel Battesimo, il segno è l’acqua benedetta; il ministro è il sacerdote e il soggetto è il battezzando. Nel Matrimonio invece c’è identità tra ministro e soggetto e lo stesso segno sacramentale consiste in un atto umano di consenso! Tutto questo, oltre che a stupirci sempre e a farci meditare, diventa uno spunto per imparare finalmente a pensare la Chiesa come ad una articolazione di ministeri, di servizi. Guardiamo ad esempio alla Celebrazione dell’Eucaristia: abbiamo pensato per anni che la Messa fosse un lungo atto del prete che consacra. Oggi la Messa, invece, soprattutto la Pasqua domenicale, tende ad essere un’armonia di ministeri: ministri per  l’accoglienza, specialmente dei  bambini e dei ragazzi; ministri che proclamano la Parola e la offrono all’ascolto in maniera comprensibile, e non semplicemente che leggono; ministri musicali nelle varie forme; persone diverse che presentano i doni all’altare e altre che raccolgono la colletta per i bisogni della Comunità e del quartiere; ministri per il momento della Comunione … Una Chiesa matura va verso l’articolazione, la più ampia possibile dei ministeri, lontani dalle logiche del protagonismo e dei pochi che fanno tutto: la posta in gioco non è “una cosa - pur sacra – da fare”, bensì l’identità stessa della Chiesa che indica la presenza del Signore con compiti articolati, vari, compositi e armonici, con lo stile inconfondibile della gratuità, della trasparenza, della squisitezza dei tratti. Tutti possiamo essere ministri di Gesù, ognuno con la sua competenza e la sua ricchezza, ognuno per la sua parte e il suo tempo, ognuno lasciandosi educare da quello che Gesù chiama a fare, nella Sua Chiesa.  
                        Il vostro parroco