Cari
amici e care amiche,
spesso
usiamo, nei nostri discorsi, la parola “praticanti” per definirci come credenti
e per distinguerci da chi dice di credere come noi ma, appunto, non pratica,
ovvero non frequenta normalmente la Comunità e soprattutto la Pasqua
domenicale. Questa parola, “praticante”, che scappa anche a me, credo sia molto
ambigua e alla fine, in realtà, abbia poco
a che fare con la fede … Anzitutto è una parola che appartiene all’ambito sociologico,
piuttosto che a quello dei discepoli di Gesù … Certo, ripeto, anche a noi
scappa di usarla per intenderci velocemente senza troppi distinguo; in verità
ci allontana dall’intenderci rettamente …
Visitando
gli ammalati, la moglie di un signore infermo mi confidava il dispiacere di non
poter vivere la Pasqua settimanale e quasi a giustificarsi dice: “io mi ricordo
sempre che in quel giorno ho promesso … nella gioia e nel dolore, nella salute
e nella malattia e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita …” … Io,
commosso, le ho risposto di non sentirsi in colpa, che la sua Messa “santa” era
lì vicino a suo marito, e che lei così facendo non solo stava onorando la
grazia del Sacramento del Matrimonio, ma stava vivendo proprio così la sua fede
in Gesù. Da questo esempio capiamo che, sia la moglie che il marito sono
attualmente “non praticanti”, ma non per questo non sentono la fede! Ma subito
il credente “medio” conclude che allora la Pasqua domenicale o il trovare il
proprio posto nella Comunità in un servizio non siano così fondamentali: sbagliato!!!
Conclude così perché per il credente “medio”, purtroppo, la sua fede si è
ridotta a “praticare”, cioè a “fare una cosa”, senza che la sua fede, senza che
il suo rapporto con Gesù si accresca, senza che la sua fede senta l’esigenza di
convertirsi … Questo è un dramma: imbalsamare la fede nel praticare,
nell’”andare a Messa”, nel “fare qualcosa per gli altri” (magari per sentirsi
bene!) … Ed il risultato è una fede che tende a non aver bisogno né di Dio (il
Padre, il Dio di Gesù) né degli altri, perché il “praticare” fa “sentire a
posto” … Diciamo grazie a quella moglie e la ricordiamo con suo marito quando
festeggeremo gli anniversari, perché loro non riusciranno ad esserci …
Il vostro parroco