venerdì 18 dicembre 2015

INSIEME n° 199 - 20 Dicembre 2015 - anno 5° dall'entrata nella nuova Chiesa

Cari amici e care amiche,
vorrei esprimere un grande ringraziamento per l’accoglienza che mi avete riservato in questo “pellegrinaggio” per le benedizioni nella zona A: in ogni casa mi sono sentito … a casa! Ho sperimentato grazie a voi quella famigliarità che apre il cuore alla fiducia e alla confidenza. Con tanti ho iniziato un bel dialogo, con altri mi sono intrattenuto su varie questioni, ho ascoltato consigli, sofferenze, sfoghi, punti di vista … Erano nel conto del cammino anche le umiliazioni che ho cercato di vivere pensando a quelle che Gesù ha subìto per me … Con altri ancora ho cercato di rispondere a delle domande, tra le quali quella più gettonata è stata sul tema dei segni religiosi, come il presepe o il crocifisso, o sulla famosa “festa d’inverno”… Io ho cercato di spiegare che qui da noi tutti quelli che arrivano per sfuggire alla guerra o per migliorare la loro vita possono professare la loro fede perché da noi c’è la libertà religiosa e se a qualcuno di loro (quanti? chi?) “prudono” alcune nostre “usanze” si trova il modo di spiegarle - magari cercando di trovare punti di contatto - anche perché non siamo in un pianeta disabitato della galassia! La nostra terra ha due millenni di memoria cristiana! Ho cercato di spiegare che la solita tiritera del “rispetto di tutte le sensibilità”, ormai nasconde il solito tranello: siccome siamo diventati pigri nella ricerca della verità, siamo disposti ad accettarne molteplici! Per difendere le proprie posizioni occorre conoscere quelle degli altri, ma soprattutto averne una propria! Siccome di Dio praticamente non si parla più e del Signore dei Vangeli ancora di meno, quando ci viene intimato di farci i fatti nostri siamo tutti d’accordo! Parlando con amici musulmani ho scoperto che loro non ci ringraziano e non aumenta la stima nei nostri confronti quando ci sono le solite iniziative per abolire i canti di Natale e il Presepe: anzi, hanno l’effetto contrario! Ci guardano come persone che disprezzano il loro proprio bagaglio religioso e culturale, che fanno di tutto per nasconderlo ed eliminarlo senza che nessuno abbia chiesto niente! Solo per “rispettare”! Che dialogo, eventualmente, potrebbe nascere?
Terminando la piccola discussione, prima di uscire di casa, do uno sguardo fugace alle pareti: quadri astratti, foto di famiglia, statuette buddiste, africane, maschere di non so dove, un piccolo giardinetto zen, le immancabili pergamene egizie, forme geometriche di una nota ditta svedese, rappresentazioni fantasiose e pittoresche, calamite variopinte, disegni dei bambini … E uscendo pensavo: “che bello che ho dato l’immaginetta” …
Buon Natale di Gesù.
                        Il vostro