Cari
amici e care amiche,
abbiamo
vissuto con grande emozione e intensità l’apertura della “nostra porta santa”,
in Santuario, il giorno dell’Immacolata, con tutte le chiese sorelle della
Città, come ha fatto papa Francesco! E quasi con timore, ho preso la parola a
nome degli altri fratelli parroci, durante la preghiera del Vespero,
sottolineando che “stasera rappresentiamo e vogliamo essere qui a nome di
tutti, di tutte le persone dei nostri quartieri e anche a nome di tutti loro
abbiamo aperto e varcato la nostra porta santa, cominciando l’anno del perdono,
l’anno della Misericordia”.
Sentivamo
tutto il fascino di questa parola - Misericordia - estremamente luminosa,
abbagliante, sfolgorante, ma nel contempo anche tutto il peso, la gravità di
questa consegna che Gesù ci ha fatto: “Siate misericordiosi, come il Padre!”
Ognuno di noi ha tanto da lavorare! Le nostre comunità hanno tanto da lavorare!
Capiamo di aver aperto come … un cantiere, oltre che la porta!
E
continuavo così: “stasera, però, guardiamo alla porta aperta: non è mai chiusa la porta di Dio, tutti
possono tornare se la porta è aperta: io, tu, tutti! Se la porta di Dio
fosse chiusa! Forse qualche volta ci è sembrata chiusa, ma solo perché ci
confessiamo per dovere, oppure ci confessiamo male, oppure per abitudine, oppure senza
prepararci, senza la Parola di Dio. Qualche volta ci è sembrata chiusa, ma solo
perché noi siamo stati chiusi mancando di fede o disperando della fede. Qualche
volta ci è sembrata chiusa, ma solo perché noi abbiamo chiuso con un parente,
con un fratello o una sorella di fede, con un vicino. Forse sono le nostre
porte a chiudersi, ma quella di Dio, NO! Come potrebbero l’uomo, la donna, i peccatori
aver voglia di tornare a casa se la porta fosse chiusa? Come si potrebbe credere
e abbandonarsi all’amore?
La
porta di Dio è aperta! Significa che Dio Padre vuole portare a casa ciascuno!
Questo sia il nostro cammino, la nostra vita, il nostro anno santo, andare a
casa, perché la porta è aperta”.