Cari
amici e care amiche,
nel
mondo c’è più male o c’è più bene? In questi giorni ci sentiremmo di rispondere
“più male” … E’ il nostro istinto umano di fronte alla disumanità, che blocca
il ragionamento e la riflessione.
La
Bibbia non si è mai tirata indietro nel presentarci fin dalle sue prime pagine
che nel cuore dell’uomo e della donna sono presenti il grano e la zizzania, le
forze del bene e quelle del male: questo ci insegna anzitutto che se onestamente
guardiamo bene nel nostro cuore, scopriamo che lì sono in perenne lotta le
forze negative del male e le forze positive del bene! Con buona pace di coloro
che continuano a sostenere di “fare solo del bene”, di “aiutare gli altri”, di
“non avere peccati”: i soliti luoghi comuni, ma molto pericolosi perché
annullano la parola di Dio e la realtà che Essa, e non solo, ci ricorda. Basta
pensare a quando abbiamo quegli improvvisi scatti di rabbia, dai quali
scaturiscono dei veri e propri moti d’ira di fronte a situazioni, a persone, a
parole … e di cui ci meravigliamo noi stessi! Pochi attimi dopo, magari, siamo
amaramente pentiti della nostra manifestazione aggressiva …
Tutto
questo per dire tre cose: la prima è che il mistero del male, anche quello di
questi giorni, purtroppo, parte dal cuore dell’uomo, da quella parte “maligna”
che tutti abbiamo, anche i bambini e i ragazzi! La seconda cosa: non bisogna temere
questa zona maligna di noi stessi, né dobbiamo demonizzare l’attrazione che il
maligno esercita su di noi (e quindi su tutti, nessuno escluso, in ogni parte
del mondo): una seduzione che si agita come un serpente nell’animo umano fin
dalle origini (Genesi 3,1: il serpente
era la più astuta di tutte le bestie …). La terza cosa: a ciascuno spetta
la responsabilità di scegliere quale delle due parti vogliamo far prevalere su
in noi: quella che vuole l’odio e la distruzione o quella che predilige il
bene, l’amore, il creato?
Dunque,
penso che una risposta vera e propria alla nostra domanda iniziale di per sé
non ci sia: forse, di fronte a ogni fatto di violenza assurda, alla fin fine,
come cantava Bob Dylan, a quella pur lecita domanda “risposta non c’è o forse chi lo sa, caduta nel vento sarà”
(Blowing in the wind, 1962).
Mi
sembra più fruttuoso e importante che io non mi lasci vincere dal male, ma nel
mio piccolo diventi un “produttore” di bene, affinché, per quanto è in mio
potere, il male arretri! Questa sì, QUESTA risposta mi soddisfa personalmente
perché non è accademica e non richiama ragionamenti, ma la pratica, il cuore,
gli affetti … Però già sento che è una risposta più impegnativa, una risposta
che al “serpente” non piace: capisco che farà di tutto per farmene dare altre
... Naturalmente più facili! Come – ad esempio - quella di dare facilmente la
colpa: “Rispose l’uomo: la donna che mi
hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato” (Genesi 3,12)
…
Il vostro parroco