venerdì 20 novembre 2015

INSIEME n° 195 - 22 Novembre 2015 - anno 5° dall'entrata nella nuova Chiesa


Cari amici e care amiche,
nel mondo c’è più male o c’è più bene? In questi giorni ci sentiremmo di rispondere “più male” … E’ il nostro istinto umano di fronte alla disumanità, che blocca il ragionamento e la riflessione.
La Bibbia non si è mai tirata indietro nel presentarci fin dalle sue prime pagine che nel cuore dell’uomo e della donna sono presenti il grano e la zizzania, le forze del bene e quelle del male: questo ci insegna anzitutto che se onestamente guardiamo bene nel nostro cuore, scopriamo che lì sono in perenne lotta le forze negative del male e le forze positive del bene! Con buona pace di coloro che continuano a sostenere di “fare solo del bene”, di “aiutare gli altri”, di “non avere peccati”: i soliti luoghi comuni, ma molto pericolosi perché annullano la parola di Dio e la realtà che Essa, e non solo, ci ricorda. Basta pensare a quando abbiamo quegli improvvisi scatti di rabbia, dai quali scaturiscono dei veri e propri moti d’ira di fronte a situazioni, a persone, a parole … e di cui ci meravigliamo noi stessi! Pochi attimi dopo, magari, siamo amaramente pentiti della nostra manifestazione aggressiva …
Tutto questo per dire tre cose: la prima è che il mistero del male, anche quello di questi giorni, purtroppo, parte dal cuore dell’uomo, da quella parte “maligna” che tutti abbiamo, anche i bambini e i ragazzi! La seconda cosa: non bisogna temere questa zona maligna di noi stessi, né dobbiamo demonizzare l’attrazione che il maligno esercita su di noi (e quindi su tutti, nessuno escluso, in ogni parte del mondo): una seduzione che si agita come un serpente nell’animo umano fin dalle origini (Genesi 3,1: il serpente era la più astuta di tutte le bestie …). La terza cosa: a ciascuno spetta la responsabilità di scegliere quale delle due parti vogliamo far prevalere su in noi: quella che vuole l’odio e la distruzione o quella che predilige il bene, l’amore, il creato?
Dunque, penso che una risposta vera e propria alla nostra domanda iniziale di per sé non ci sia: forse, di fronte a ogni fatto di violenza assurda, alla fin fine, come cantava Bob Dylan, a quella pur lecita domanda “risposta non c’è o forse chi lo sa, caduta nel vento sarà” (Blowing in the wind, 1962).
Mi sembra più fruttuoso e importante che io non mi lasci vincere dal male, ma nel mio piccolo diventi un “produttore” di bene, affinché, per quanto è in mio potere, il male arretri! Questa sì, QUESTA risposta mi soddisfa personalmente perché non è accademica e non richiama ragionamenti, ma la pratica, il cuore, gli affetti … Però già sento che è una risposta più impegnativa, una risposta che al “serpente” non piace: capisco che farà di tutto per farmene dare altre ... Naturalmente più facili! Come – ad esempio - quella di dare facilmente la colpa: “Rispose l’uomo: la donna che mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato” (Genesi 3,12) …
                        Il vostro parroco