venerdì 6 novembre 2015

INSIEME n° 193 - 8 Novembre 2015 - anno 5° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
anche quest’anno diamo il mandato a tutti i nostri volontari e volontarie che, come una grande schiera di “angeli” tengono “in alto” la nostra Comunità! Nel senso che “la tengono … sù”! Viene spontaneo essere pervasi da sentimenti di gratitudine quando nella Pasqua domenicale diamo loro il mandato e li vediamo “tutti”: sono tanti! Noi dobbiamo dire un grazie sincero a ciascuno ed è a ciascuno di loro che mi sento di offrire uno spunto di riflessione per sostenere il loro Servizio.
Quando una persona dedica un po’ di tempo ed energie agli altri, ci si dovrebbe ricordare di vigilare anzitutto su se stessi, poiché dall’atteggiamento di cura e di rispetto verso se stessi dipende la capacità di dedicarsi agli altri! Cura e rispetto almeno in tre direzioni: la prima potrebbe essere quella della cura dell’ordine nella propria giornata. Diversamente la vita diventa tutta regolata dalle urgenze, dal telefonino, da internet e dai bisogni degli altri … Così procedendo uno si svuota e rimane vuoto, privo di motivazioni, dimentica di sorridere, comincia a lamentarsi, a criticare, a sostenere che se non ci fosse lui … L’ordine, invece, aiuta ad avere momenti di ripresa, permette di “dare un calcio” alle occupazioni quotidiane, ma non perché si è stufi, ma perché tutti abbiamo bisogno di “staccare”, che vuol dire anche silenzio, solitudine, incontro con “briciole” di Parola di Dio che nutrono di autentica sapienza, illuminano il sentiero della vita e ci aiutano ad avere equilibrio. Se uno vive nel “disordine” difficilmente può conseguire pienezza di vita e servire con gioia. La seconda direzione mi sembra che possa essere quella della cura degli impegni: domandiamoci se abbiamo ordine negli impegni, se abbiamo delle priorità! Ci sono delle cose che valgono di più e altre un po’ di meno; magari, posso prendere un altro impegno “vacante” in più, oltre a quello che ho già – se mi viene chiesto – mentre però si cerca qualcuno che poi lo possa fare, perché la regola è, e sarà sempre, che cento persone facciano ciascuna una cosa piuttosto che una persona ne faccia cento. La terza direzione, infine, ritengo possa essere quella della cura dei propri interessi: culturali, hobbistici, sportivi … Questo permette di perseverare, di andare avanti non riducendo le risorse o le riserve, ma accrescendole e rinforzandole. Insomma, dedicarsi agli altri, fare del bene, se non si hanno alcune di queste attenzioni, può abbruttire, incattivire e rendere antipatici: incominciamo, allora, con il ringraziare il Signore e mettere sul tavolo della sua Misericordia i nostri disordini, le nostre vanità, le nostre supponenze, le nostre paure, le nostre meschinità e lasciamole consumare da Chi ci vuole sempre più umani e migliori.
                        Il vostro parroco