Cari
amici e care amiche,
viviamo
il cosiddetto “tempo dei morti”, durante il quale ciascuno di noi si attiva per
rendere omaggio in vari modi ai propri defunti, soprattutto con la preghiera e
con qualche opera di carità. E’ anche il tempo in cui più naturalmente - e
utilmente – ci si sofferma a pensare “a ciò che viene dopo”. Meno frequentemente,
però, se non rarissimamente ci viene da pensare … “a ciò che viene prima” …
Ambedue sembrano domande filosofiche per “perdere il tempo”: forse, invece,
ogni tanto, proprio queste domande ci aiutano a “guadagnare il tempo”. Dunque,
cosa c’è prima? Grossomodo le risposte possono essere due: o il caso (gli
antichi greci lo chiamavano “tuche”), cioè l’irrazionale, l’assenza radicale di
un disegno, oppure alle nostre spalle c’è un progetto. E la scimmia, dalla
quale discenderemmo? E il big bang, dal quale avrebbe avuto origine il mondo?
Teorie affascinanti e interessanti, ma, alla fine, per me, per la mia esistenza,
sono rilevanti? Cambia per me qualcosa? Molto più interessante sarebbe sapere
se dietro a queste teorie, a queste possibilità c’è il fato o una volontà! E
comunque, qualsiasi risposta venga data c’è in gioco “un altro”: nella prima
possibilità dietro ci sarebbe “un altro” cieco, bizzarro, senza consapevolezza;
nella seconda possibilità ci sarebbe invece “un Altro” dotato di intelligenza e
volontà progettuale. Certo è che, un conto è vivere la vita con alle spalle la
casualità, un altro conto è viverla con alle spalle un progetto! Se da
principio c’è la casualità, tendenzialmente la vita la si vivrà “ a caso”: chi
non riconosce come premessa della sua venuta al mondo la verità e la bellezza
di un disegno è logico che abbia come “legge” generale l’assenza di ogni regola
… Se invece da principio c’è un progetto, allora avrò di conseguenza il compito
di cercarlo e scoprirlo: chi riconosce che la sua vita è frutto di un disegno è
logico che si dia da fare per obbedire a quel disegno … Se la mia vita proviene
da un Progetto d’amore posso osare di fare della mia vita una risposta d’amore,
fino alla fine, perché dopo …
Il vostro parroco