venerdì 9 ottobre 2015

INSIEME n° 189 - 11 Ottobre 2015 - anno 5° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
il nostro nuovo Consiglio pastorale parrocchiale si è riunito per la prima volta da poco: per me rappresenta un po’ quello che per il papa è il Sinodo!  Per il Santo Padre, infatti, il Sinodo è un po’ il suo … “Consiglio”, in questo caso riunito in seconda battuta sul tema della famiglia, tema per il quale ciascuno di noi sta già sicuramente pregando.
Tra l’altro la parola “sinodo” deriva dal greco “sun” (con) e “odos” (strada), cioè “cammino insieme”! Ed è così che vedo il Consiglio pastorale, ovvero un cammino insieme per il bene della Comunità, lo stesso bene che vuole Gesù, Buon pastore; ecco anche il perché dell’aggettivo “pastorale” attribuito al Consiglio. Ascoltiamo cosa dice il papa sul Sinodo: “Vorrei ricordare che il Sinodo non è un convegno o un parlatoio, non è un parlamento o un senato, dove ci si mette d’accordo … è invece un’espressione ecclesiale, cioè è la Chiesa che cammina insieme per leggere la realtà con gli occhi della fede e con il cuore di Dio … è uno spazio protetto ove la Chiesa sperimenta  l’azione dello Spirito Santo … solo se i partecipanti si rivestono di coraggio apostolico, umiltà evangelica e orazione fiduciosa …” (introduzione al Sinodo, 5/10/2015). Così mi piacerebbe che lavorasse il nostro Consiglio! Nella nostra prima riunione noi abbiamo discusso sulla lettera pastorale dell’Arcivescovo e poi abbiamo fatto la verifica della festa della Comunità e dell’oratorio. Prima di iniziare, però, abbiamo pregato e ascoltato la parola di Dio. Questo perché anzitutto, se si vuole consigliare, occorre disporsi all’azione dello Spirito, bisogna “rivestirsi di orazione fiduciosa”: il punto di vista è quello della fede e del cuore di Dio, in una parola quello della Grazia, dello Spirito Santo. Infatti poi, nella riunione, sono emerse riflessioni e osservazioni interessanti. Così facendo pian piano, ascoltando la Parola di Dio - cioè pregando -, impareremo prima di tutto a ringraziare! Infatti quando si dice prima di tutto “grazie” la prospettiva cambia! Anche le sottolineature negative (eravamo in pochi, siamo sempre gli stessi etc etc) e le cose da criticare si inseriscono in un quadro diverso se si ringrazia prima di tutto! Si può ringraziare per il fatto di riuscire a vivere la fede in un contesto “pagano”, ringraziare Dio per ciò che riusciamo ad essere, per quello che Lui ci dà, per la parrocchia, per le parole del Papa e del Vescovo, per tante persone pazienti, perseveranti, fedeli presenti nel quartiere, per la gioia della Pasqua domenicale … Ringraziare, prima di tutto
                        Il vostro parroco