venerdì 2 ottobre 2015

INSIEME n° 188 - 4 Ottobre 2015 - anno 5° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,


Cari amici e care amiche,
durante la festa dell’oratorio abbiamo salutato Michele e, come faccio in tante altre occasioni, mi sono soffermato a riflettere. La riflessione che ho fatto riguarda il termine che ho voluto attribuire a quella persona che nel nostro oratorio lavora a livello organizzativo, di coordinamento, e vigila sulla “civiltà” del nostro ambiente, ovvero le dimensioni basilari che poi permettono lo svolgimento delle varie proposte educative: “direttore di oratorio”. Questa qualifica l’ho scelta da principio per dare rilevanza a un ruolo direttivo, appunto, “super partes”, per evitare che una realtà, così ricca di potenzialità e poliedrica come l’oratorio, non scadesse in “orticelli” coltivati da … tanti “direttori”! Rimango ancora molto convinto di questa necessità, ma mi sono domandato se questo “accento”, anche grazie alle capacità educative di “questo” direttore, non abbia destituito in qualche modo di responsabilità noi tutti … In altre parole, quante volte abbiamo detto  frasi molto indicative: “tanto c’è Michele”; “per fortuna che c’è Michele”; “vai a chiamare Michele” … Vorrei allora trovare un’altra denominazione per il prossimo “direttore”: per evidenziare questa volta che è la Comunità che educa. Ognuno dovrà sentirsi corresponsabile dentro un progetto dei ragazzi, degli adolescenti, dei giovani! Se ci sono comportamenti contro la civiltà, il buon costume, il rispetto dentro l’oratorio (anche fuori?!), ogni adulto, con stile, dovrebbe provvedere a richiamare e correggere, motivando! Anche c’è “un responsabile” dell’oratorio, costui non ha le deleghe di tutti gli “assessorati” e tutti gli adulti, genitori, anziani, dovrebbero sentirsi chiamati in prima linea a “servire” e offrire la loro presenza esemplare, significativa, propositiva! E allora, come ci confidava Michele, il fatto che lui cambi potrebbe essere molto, molto fecondo per il nostro oratorio, per la nostra Comunità (sarebbe il suo desiderio più grande!) … Ci viene in mente quel seme che se non muore nella terra non dà frutti (Gv 12,24)…
                        Il vostro parroco