Cari
amici e care amiche,
la
festa dell’oratorio ci richiama ad una verifica dell’impegno educativo che
mettiamo in campo nella “fascia giovane” della nostra parrocchia. La necessità
di tale impegno educativo, senza scendere in esempi, è sotto gli occhi di tutti
…
E’
per questo che nel nostro oratorio, proprio per garantire un minimo di servizio
educativo, abbiamo scelto di dotarci di un “direttore dell’oratorio”. Questa
figura lavora a livello organizzativo, di coordinamento, e vigila sulla
“civiltà” del nostro ambiente: sono le dimensioni basilari che poi permettono l’avvio
delle varie proposte educative.
Salutiamo
- non senza dispiacere - Michele, che per quattro anni ha svolto egregiamente
questo lavoro e si è dimostrato sensibile e molto attento al livello educativo;
nello stesso tempo ci prepariamo ad accogliere il prossimo direttore per
continuare su tutte le strade che abbiamo aperto con Michele. Diamo anche
ufficialmente il benvenuto a Simone, il seminarista che starà con noi fino a
maggio, al posto di Michelangelo; e impareremo a conoscere anche Maria Chiara,
ausiliaria diocesana, consorella di Maria Luisa, appena arrivata a Limito, che
darà un aiuto ai nostri percorsi dei gruppi delle medie e degli adolescenti.
In
mezzo a tutti questi cambiamenti che non solo l’oratorio, ma ciascuno di noi,
ogni famiglia vive, occorre non perdere mai l’attitudine ad incoraggiare al
bene l’esistenza di chi si serve o di chi si ama, senza mai rinunciare a dire
dei “no”, privilegiando lo stile della delicatezza e della dolcezza, piuttosto
che quelli della forza e della durezza. Il fine della nostra azione educativa, infatti
- qualsiasi essa sia - il senso della presenza di un oratorio nella parrocchia
e nel quartiere, è di preparare accuratamente ogni cosa perché, a tempo
opportuno, secondo la misura di ciascuno, nella libertà di ognuno, avvenga l’incontro con Gesù. Le nostre
scelte educative, insomma, vorrebbero “mettere al mondo” discepoli di Gesù, ovvero generare ragazzi,
adolescenti e giovani “al modo di Gesù”. Per fare questo, certo, non è sufficiente
un ambiente: occorrono soprattutto educatori, che mantengano sì un legame
significativo con i ragazzi , ma li invitino anche alla autonomia, sotto tutti
gli aspetti; che “lascino andare”, ma senza abbandonare; che amino “tenendo”,
ma senza trattenere.
Un po’
… “come Gesù” …
Il vostro parroco