venerdì 25 settembre 2015

INSIEME n° 187 - 20 Settembre 2015 - anno 5° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
la festa dell’oratorio ci richiama ad una verifica dell’impegno educativo che mettiamo in campo nella “fascia giovane” della nostra parrocchia. La necessità di tale impegno educativo, senza scendere in esempi, è sotto gli occhi di tutti …
E’ per questo che nel nostro oratorio, proprio per garantire un minimo di servizio educativo, abbiamo scelto di dotarci di un “direttore dell’oratorio”. Questa figura lavora a livello organizzativo, di coordinamento, e vigila sulla “civiltà” del nostro ambiente: sono le dimensioni basilari che poi permettono l’avvio delle varie proposte educative.
Salutiamo - non senza dispiacere - Michele, che per quattro anni ha svolto egregiamente questo lavoro e si è dimostrato sensibile e molto attento al livello educativo; nello stesso tempo ci prepariamo ad accogliere il prossimo direttore per continuare su tutte le strade che abbiamo aperto con Michele. Diamo anche ufficialmente il benvenuto a Simone, il seminarista che starà con noi fino a maggio, al posto di Michelangelo; e impareremo a conoscere anche Maria Chiara, ausiliaria diocesana, consorella di Maria Luisa, appena arrivata a Limito, che darà un aiuto ai nostri percorsi dei gruppi delle medie e degli adolescenti.
In mezzo a tutti questi cambiamenti che non solo l’oratorio, ma ciascuno di noi, ogni famiglia vive, occorre non perdere mai l’attitudine ad incoraggiare al bene l’esistenza di chi si serve o di chi si ama, senza mai rinunciare a dire dei “no”, privilegiando lo stile della delicatezza e della dolcezza, piuttosto che quelli della forza e della durezza. Il fine della nostra azione educativa, infatti - qualsiasi essa sia - il senso della presenza di un oratorio nella parrocchia e nel quartiere, è di preparare accuratamente ogni cosa perché, a tempo opportuno, secondo la misura di ciascuno, nella libertà di ognuno, avvenga l’incontro con Gesù. Le nostre scelte educative, insomma, vorrebbero “mettere al mondo”  discepoli di Gesù, ovvero generare ragazzi, adolescenti e giovani “al modo di Gesù”. Per fare questo, certo, non è sufficiente un ambiente: occorrono soprattutto educatori, che mantengano sì un legame significativo con i ragazzi , ma li invitino anche alla autonomia, sotto tutti gli aspetti; che “lascino andare”, ma senza abbandonare; che amino “tenendo”, ma senza trattenere.
Un po’ … “come Gesù” …                         Il vostro parroco