Cari
amici e care amiche,
mi pare proprio che
la nostra festa della Comunità “ha smosso”! Tanti di noi hanno scelto di
esserci anche in momenti “sconosciuti” e altri hanno invitato “sconosciuti”: tutti
sono stati contenti! I primi perché si sono sentiti davvero in cammino in una
Comunità che cresce, sforzandosi di educarsi al pensiero di Cristo con tutti
quelli che ci stanno; gli altri, hanno scoperto che nel quartiere c’è una
ricchezza che si chiama “Comunità cristiana”, la quale propone una “vita
buona”. Ma credo che la nostra festa abbia soprattutto “smosso dentro”: ci ha
dato forza e speranza per contrastare tutti quegli atteggiamenti che invece
“bloccano” una Comunità, anzi la fanno regredire. Ne richiamo quattro. Il primo
comportamento che congela la Comunità è la malizia, ovvero il piacere di far
soffrire un altro, farlo penare, il gusto che un altro sia umiliato, quello che
si chiama “il far del male gratuitamente”. Un secondo comportamento distruttivo
è la famosa falsità, ovvero mostrarsi agli altri per ciò che non si è o si
vorrebbe far credere, quel costruirsi una maschera senza presentarsi nella
propria autenticità, magari nascondendosi dietro a quello che si è fatto nel
passato o si è stati tanti anni fa … Questo atteggiamento è brutto quando intacca
la vita spirituale: fingere di essere
profondi … Il terzo atteggiamento è classico, è la gelosia: quello lì è più
guardato, quella là è trattata meglio, quello è preferito, hanno dato questo a
lui e non a me … Infine, l’ultimo atteggiamento
da manuale è la maldicenza, il dire male degli altri come stile, davanti
a tutti e nei piccoli circoli, magari lasciando cadere in modo apparentemente casuale
insinuazioni negative, dubbi … Sono le “chiacchiere”, che papa Francesco in
un’omelia (23/1/2014) aveva chiamato “armi del diavolo”! Quelle che il diavolo
usa per dividere e annientare una Comunità. Quelle da cui noi, grazie anche
alla nostra festa, vogliamo disarmare il tentatore …
Il vostro parroco